Buoni pasto, Satispay rivoluzionerà il mercato?
La piattaforma italiana per i pagamenti digitali Satispay ha annunciato, di recente, la sua entrata nel settore dei buoni pasto (dall’1 ottobre 2023) e, per alcuni professionisti ed esperti, si tratta dell’arrivo di un vero e proprio ‘superpredatore’ all’interno della ‘catena alimentare’ del settore. La novità principale sta nel quasi totale azzeramento delle commissioni per […]
La piattaforma italiana per i pagamenti digitali Satispay ha annunciato, di recente, la sua entrata nel settore dei buoni pasto (dall’1 ottobre 2023) e, per alcuni professionisti ed esperti, si tratta dell’arrivo di un vero e proprio ‘superpredatore’ all’interno della ‘catena alimentare’ del settore. La novità principale sta nel quasi totale azzeramento delle commissioni per gli esercenti: zero fee per gli importi fino a 10 euro, e solo 20 centesimi per le spese superiori.
La differenza con le logiche del passato, inoltre, è sostanziale: fino a ora, infatti, il fornitore dei buoni pasto e quello dei sistemi di pagamento erano sempre stati figure differenti, mentre ora Satispay si comporta come un player unico che emette i buoni e, al contempo, ne permette l’utilizzo con una piattaforma di pagamento digitale di proprietà. Le avvisaglie di questo cambiamento nel mercato erano già evidenti, con una serie di aziende nazionali e internazionali che negli scorsi mesi hanno prefigurato e annunciato l’arrivo di nuovi buoni pasto a commissione zero nel mercato. Un esempio è quello di Coverflex, azienda che offre soluzioni per la digitalizzazione del welfare aziendale che, dopo essere sbarcata in Italia nel 2023, punta a portare sul nostro territorio il modello di buoni pasto zero fee che in Portogallo ne ha determinato il successo.
Uno dei punti di forza di Satispay è il fatto che si avvale già di un consistente numero di clienti, pronti quindi a intercettare la novità. Stiamo parlando di circa 70mila attività tra bar, ristoranti, negozi e, soprattutto, player della Grande distribuzione organizzata (Gdo). In questo settore il ruolo delle aziende della Gdo gioca un ruolo fondamentale: questo comparto infatti, oltre a essere tra i principali sbocchi per l’utilizzo dei buoni pasto aziendali, è anche uno dei mercati che fa maggiore utilizzo del servizio all’interno dei propri pacchetti di welfare.
Le novità messe in campo da Satispay potrebbero dunque scardinare gli assetti del mercato. Nonostante il potenziale effetto disruptive della novità, positivo è il parere di Matteo Orlandini, Presidente dell’Associazione italiana società esercenti buoni pasto (Anseb) – che riunisce i player del settore tra cui Sodexo, Edenred e Up Day – che legge nell’operazione un utile ampiamento del settore che, potenzialmente, interessa una platea di circa 18 milioni di lavoratori, molti dei quali impegnati in Piccole e medie imprese.
Categoria: Risorse Umane, Welfare aziendale
Articoli correlati
La normalità degli straordinari non pagati
Lavoriamo più ore che mai e lo Smart working ha intensificato il problema. Che si tratti di un’email a tarda notte o di una chiamata di prima…
Le videocandidature mandano in pensione il vecchio cv
La popolarità del recruiting virtuale è cresciuta negli ultimi due anni. Un sondaggio condotto a livello globale dalla società di Recruitment…
Apprendere nell’infosfera
L’apprendimento si sta rivoluzionando grazie alle infinite occasioni di contatto tra fisico digitale, tra tradizione e innovazione, tra…
Lo stress diventa un rischio professionale
Ansia, stress e disagio psicologico incidono sulle performance dei dipendenti. A rimetterci, però, potrebbe non essere più soltanto la…


