C’è ancora chi difende il ‘made in Italy’
Il Plm si rivela dunque il braccio destro del vero innovatore, il tool su cui fare affidamento per progettare il vero ‘prodotto del futuro’, più bilanciato, più standard, ma allo stesso tempo più flessibile perché ‘modulare’, come spiega Elisa Galassi, Information Systems Manager di Faber, azienda marchigiana, che per cinquant’anni ha immaginato, disegnato e prodotto […]

Il Plm si rivela dunque il braccio destro del vero innovatore, il tool su cui fare affidamento per progettare il vero ‘prodotto del futuro’, più bilanciato, più standard, ma allo stesso tempo più flessibile perché ‘modulare’, come spiega Elisa Galassi, Information Systems Manager di Faber, azienda marchigiana, che per cinquant’anni ha immaginato, disegnato e prodotto cappe da cucina fino a diventare una realtà industriale che oggi occupa un posto importante nel panorama mondiale. Nato nel 1955 il marchio Faber ha il compito di coordinare le attività delle società del gruppo Franke in India, Turchia, Argentina, Svezia, Francia e Russia. Per far fronte alle mansioni di coordinamento delle attività di ‘sviluppo globale del prodotto’ i responsabili della struttura di Fabriano si sono subito posti l’obiettivo di trovare uno strumento idoneo a migliorare il coordinamento e le sinergie fra le varie realtà del gruppo. Nel 2008 inizia così il percorso per la scelta del Plm con un’analisi dei migliori player sul mercato. “Abbiamo selezionato la piattaforma Teamcenter di Siemens PLM Software non solo perché più intuitiva nell’uso, ma anche per l’approccio consulenziale con il quale è stato affrontato il progetto” spiega Galassi. Una scelta non imposta dall’Ict ma dettata dalle esigenze dell’R&D. Alla fine della survey è iniziata una verifica da parte della casa madre per capire le funzionalità della piattaforma. All’inizio del 2011 si attiva così il progetto di implementazione del Plm. “Il Go Live è stato rapido su tutta la parte relativa al cosiddetto Pdm, un ‘di cui’ del Plm, relativo solo alla gestione del dato e del disegno – racconta Galassi –. Per quanto riguarda il rilascio della parte Plm invece è stato necessario impiegare più tempo, in relazione alla maggiore complessità gestita dal reparto R&D”.
Univocità dell’informazione: croce e delizia dell’R&D


Categoria: Fabbrica
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