Difendere l’azienda nell’era delle minacce digitali

Il mondo delle minacce online non è più quello di prima, ma non cambia necessariamente nel modo in cui spesso lo si racconta. Se da un lato l’immaginario collettivo tende ad associare il cybercrime a tecnologie futuristiche e a tecniche sempre nuove, dall’altro la realtà è più sfumata e, per certi versi, più insidiosa. I metodi di attacco restano infatti sorprendentemente costanti nel tempo, mentre a mutare in modo radicale sono la scala, la frequenza e l’organizzazione delle offensive, mandando in crisi l’idea tradizionale di una difesa chiusa, perimetrale e statica.
I dati sulla sicurezza informatica parlano chiaro. Secondo le ultime rilevazioni del Clusit, il totale degli incidenti registrati a livello globale nel primo semestre del 2025 ha segnato un record storico dal 2011. In particolare, negli ultimi cinque anni e mezzo si è assistito a una netta escalation delle attività ostili, con una crescente intensità e frequenza degli eventi: complessivamente, nel periodo che va dal 2020 al primo semestre 2025 sono stati registrati 15.717 incidenti, una cifra pari al 61% di quelli verificatisi a partire dal 2011.
Si inserisce nello scenario appena descritto la tavola rotonda dal titolo “Cybersecurity, proteggere le aziende nell’era delle minacce digitali avanzate”, promossa dal nostro quotidiano, che ha messo a confronto gli esperti delle aziende del settore sicurezza: Luca Bonora, Evangelist di Cyberoo; Luca Nilo Livrieri, Senior Director, Sales Engineering Sud Europa di Crowdstrike; Paolo Lossa, Country Manager di Cyberark Italia; Walter Narisoni, Director Sales Engineering, South EMEA di Sophos; Davide Scatto, Advisory Security Services Director di Tinexta Cyber; Giovanni D’Amato, Sales Engineering Manager, SEEUR di Bitdefender.
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