Premio Di Padre in Figlio, Annovi Reverberi vince la 15esima edizione

Il passaggio generazionale non è un affare privato tra i membri di una famiglia. È una questione che coinvolge molte più persone, a partire dagli stakeholder dell’azienda. Ma che, in realtà, chiama in causa l’economia dell’intero Paese. In gioco c’è la sopravvivenza delle Piccole e medie imprese (PMI) italiane che passa proprio dal passaggio generazionale e da qui dipende il futuro del nostro tessuto produttivo. È questa una delle consapevolezze rimarcate da Alberto Salsi, economista d’impresa e ideatore del Premio, in occasione della serata di celebrazione della 15esima edizione del Premio Di Padre in Figlio, la kermesse che assegna i riconoscimenti a quelle aziende che si sono messe in luce per il passaggio generazionale di successo (questa edizione è stata promossa da promossa da Credem Euromobiliare Private Banking e dallo Studio Russo De Rosa Associati).
Se nell’edizione del 2025 era emersa l’emergenza demografica di uno scenario nel quale ci sono più aziende che figli, nel 2026 il focus ha riguardato il patto tra le generazioni: chi sceglie di intraprendere la carriera imprenditoriale deve farlo amando la meta e con il piacere di fare il cammino insieme con la famiglia. Una convinzione che riporta l’attenzione sul passaggio generazionale non come un mero passaggio di consegne, ma come un processo unico e straordinario da affrontare con attenzione e soprattutto anticipando i tempi.
A conquistare il riconoscimento di vincitore assoluto è stata Annovi Reverberi, azienda fondata nel 1958, attiva nelle pompe a membrana per l’agricoltura e nelle pompe a pistoni per il lavaggio industriale e oggi guidata dalla terza generazione della famiglia. Nata dall’idea di Corrado Reverberi e di Umberto Annovi, è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento globale nei settori Agricoltura, Industria e Cleaning. Nel 1993, con l’uscita di Umberto Annovi, la proprietà è rimasta alla famiglia Reverberi e il passaggio alla seconda generazione ha consolidato un modello di gestione manageriale solido ed efficace. Con l’ingresso della terza generazione, l’azienda – hanno scritto i giurati per assegnare il premio – “rappresenta un’eccellenza dell’imprenditoria italiana, con una costante spinta
all’innovazione, un ampio portafoglio di brevetti e una forte vocazione internazionale”, testimoniata da un export superiore all’85% dei ricavi.
Analizzati i bilanci di 2.500 aziende familiari
Dopo 15 edizioni del premio, la serata andata in scena presso il Museo Alfa Romeo di Arese – ormai tradizionale sede della premiazione – ha permesso di fare un bilancio sulle attività dell’iniziativa nata nel 2008. Nel corso della sua storia, la giuria del premio – per il secondo anno consecutivo la Presidenza è stata affidata a Marina Salamon, Presidente di Alchimia e di Altana – ha esaminato 2.500 aziende: è questo il primo dato che sintetizza l’attività svolta. Nel 2026, gli esperti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, partner scientifico del premio, hanno invece analizzato le candidature di aziende che hanno registrato in media un fatturato di 64 milioni di euro, con una marginalità media di 8 milioni.
Come ha ricordato Salsi aprendo la serata, il passaggio generazionale non riguarda soltanto la sfera patrimoniale e organizzativa, ma ha una componente emotiva forte, e va affrontato per tempo. Per questo la responsabilità non ricade solo sull’imprenditore: è collegiale e coinvolge la famiglia e le persone che lo circondano, chiamate a offrire pareri e a contribuire con soluzioni. L’emergenza del passaggio generazionale attraversa tutti i settori e tutte le geografie (l’edizione 2026 ha visto la partecipazione del 75% di aziende del Nord, del 15% del Centro e del 10% del Sud).
Pianificare per tempo la fase del passaggio generazionale
Alla luce dell’esperienza maturata dal premio, anche in questa edizione sono state proposte delle linee guida pronte all’uso per le aziende che stanno affrontando la delicata fase di passaggio generazionale. La prima riguarda i tempi: pianificare quando l’azienda performa e l’imprenditore ha meno di 60 anni; seguono l’invito a considerare il passaggio come un evento difficile e complesso, forse senza certezze di risultato, e a non dare per scontato che i figli siano i predestinati a continuare l’opera dei genitori. Poi c’è la libertà di sbagliare, con la possibilità di affiancare i figli a manager esterni alla famiglia; un modello di governance condiviso, con deleghe precise e responsabilità chiare; l’apertura del Consiglio d’amministrazione a figure indipendenti.
Sul fronte degli strumenti, i suggerimenti proposti dagli esperti del premio indicano di adottare quelli evoluti di tutela previsti dal diritto e di definire nei patti di famiglia anche politiche di crescita, premialità e remunerazione, senza lasciare decisioni in sospeso né accontentarsi di scelte a metà. Se ne esistono le condizioni, il consiglio è di aprire il capitale e la maggioranza, di abbandonare ogni forma di protezionismo familiare e di condividere i valori in un family council con i manager e con i figli che hanno liberamente deciso di ‘salire a bordo’.
Non dare per scontato l’impegno dei figli in azienda
A introdurre la premiazione è stato il dialogo tra Salamon, Alice Pretto, Vice Presidente Nazionale Giovani Imprenditori Confindustria e CEO Essay Group, e Marco Nocivelli, Amministratore Delegato di Epta e Vicepresidente di Confindustria con delega alle Politiche Industriali e Made in Italy. La presidente della giuria ha ricordato che le aziende non sono monarchie ereditarie e per il passaggio generazionale è necessario che i figli si appassionino a un’identità aziendale; per gestire questa fase, tuttavia, servono professionisti del settore, anche alla luce della legge che agevola il passaggio di consegne.
A proposito di passaggi generazionali, Nocivelli ha raccontato la sua esperienza personale con il figlio, che aveva la vocazione di diventare un rapper di successo: pur non frenando il suo desiderio, l’imprenditore gli ha suggerito di iscriversi all’università per avere un piano B e con il tempo il giovane si è impegnato in questo progetto (il disco però è uscito per davvero).
Pretto ha invece offerto il punto di vista della nuova generazione, parlando di responsabilità e di scelte. Responsabilità, perché l’azienda ne ha una verso la comunità e il territorio; scelta, perché quella attuale è la prima generazione che può davvero decidere cosa fare. Il passaggio generazionale, ha aggiunto, va chiesto alle generazioni precedenti: è il modo per dimostrare la volontà di continuare un progetto, mantenendone i valori, ma introducendo una propria identità.
Diffondere una nuova cultura tra le imprese
Come da tradizione, le otto categorie dei riconoscimenti sono state divise in due macroaree: una valoriale e una legata agli strumenti utilizzati per il passaggio. Per “Apertura del capitale” ha vinto F.lli Polli, giunta alla sesta generazione con Manuela Polli e ha aperto il capitale a Platinum Equity. Nella categoria “Donne al comando” il riconoscimento è andato a Pallini, storica distilleria romana arrivata alla quinta generazione e guidata per la prima volta da una donna, Micaela Pallini, da poco nominata Cavaliere del Lavoro. Tra “Fratelli al comando” ha prevalso Bellini, azienda di lavorazione dei metalli nata nel 1972 come spinoff di una società di famiglia attiva nei carburanti.
Il premio “Giovani imprenditori” è stato assegnato a Battistella Company, azienda nel settore di sistemi d’arredo modulari Made in Italy, dove il ‘Progetto 90’ ha portato alla guida del gruppo Alberto Battistella, terza generazione. Per “Innovazione” ha vinto Legor, che con il 3D Metal Lab dedicato alla manifattura additiva investe per portare il settore orafo al livello successivo: dietro l’azienda ci sono sette fratelli, cinque dei quali impegnati in prima persona. Il riconoscimento per “Internazionalizzazione” è andato a Capua 1880, che realizza il 95% del fatturato all’estero.
Tra le “Piccole imprese” si è imposta Speedy Block, giunta alla terza generazione e specializzata in soluzioni di serraggio rapido, che compete con i grandi player puntando sull’eccellenza logistica. Infine, nella categoria “Storia e tradizione”, a vincere è stata Ferrari F.lli Lunelli, produttore di spumanti con origini nel 1902, oggi guidato dalla terza generazione, composta da quattro cugini.simbolo del Trentodoc, oggi guidata dalla terza generazione dei cugini Marcello, Matteo, Camilla e Alessandro Lunelli.
Alla selezione di questa edizione – promossa da Credem Euromobiliare Private Banking e dallo Studio Russo De Rosa Associati, e svoltasi con il contributo di Atradius e Bering Consulting Group, con il patrocinio di Andaf e del Comune di Milano – hanno preso parte, come candidate, anche: Gima, Villaggio Turistico Internazionale, Cantiere Nautico Cranchi, Wisecap/CDS, DFM–Sharknet Company, Stefanplast, Fiore di Puglia, Forain, BEA Technologies, Hipac, Comerio Ercole, Givi, Antica Distilleria Quaglia, Ignalat, Grendi Holding e Tampieri Financial Group.
Chiudendo la serata, Salsi ha ribadito come il premio dia un contributo alla diffusione di una nuova cultura per il passaggio generazionale e ha chiesto alle aziende di diventare un esempio. Inoltre ha proposto di lavorare a un codice di autodisciplina per le imprese: un passo che trasformerebbe in regola condivisa quello che oggi resta, troppo spesso, affidato alla sensibilità del singolo imprenditore.
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