Prevenire per performare

In ogni azienda esistono problemi organizzativi che tendono a ripresentarsi nel tempo. Cambiano le dimensioni dell’impresa, il mercato di riferimento e le sfide competitive, ma alcune criticità rimangono sorprendentemente ricorrenti: leadership poco efficace, team disfunzionali, comunicazione frammentata, resistenza al cambiamento e difficoltà nel coinvolgere le persone.
La vera sfida, tuttavia, non consiste semplicemente nel riconoscere questi problemi. Consiste nel diagnosticarli correttamente, individuarne le cause e scegliere il modello di intervento più adatto. Cristiana Bonsignore, Consulente di Execo, società milanese specializzata in consulenza HR, selezione, formazione, assessment e AI, ha approfondito criteri e benefici dell’approccio diagnostico a queste sfide: “Prima di intervenire con azioni ad hoc, bisogna riconoscere i segnali dei problemi più ricorrenti, dalla carenza di leadership ai team disfunzionali, dai silos comunicativi alla resistenza al cambiamento, fino alle difficoltà di engagement, turnover, passaggio generazionale e comunicazione interna”.
Dalla diagnosi organizzativa alla misurazione dei risultati
Questi problemi, molto spesso, sono strettamente collegati: una leadership inefficace e una comunicazione frammentata possono alimentare conflitti e disimpegno: “Per questo, prima di intervenire, è fondamentale comprenderne le cause profonde, che possono riguardare la crescita professionale, il riconoscimento o il clima aziendale”. Per affrontare le criticità organizzative in modo sistematico è necessario superare le impressioni soggettive e costruire un processo che colleghi i segnali osservati alle decisioni operative. “Il nostro approccio si basa su una sequenza precisa: sintomo, metrica, modello e risultato misurabile”, ha spiegato Bonsignore.
Il punto di partenza è ciò che l’organizzazione percepisce concretamente, trasformando le percezioni in informazioni osservabili attraverso strumenti di assessment adeguati. La scelta dello strumento dipende dalla domanda diagnostica. Nessun indicatore, da solo, è sufficiente a spiegare una situazione complessa, i risultati devono essere interpretati alla luce del contesto organizzativo e integrati con dati operativi e approfondimenti qualitativi. L’obiettivo è ottenere informazioni utili per prendere decisioni migliori. Una volta individuata la criticità, si sceglie il modello consulenziale più adatto e si verifica l’efficacia dell’intervento ripetendo l’assessment iniziale e confrontando i risultati. In questo modo, è possibile misurare i cambiamenti.
Intercettare i segnali per prevenire le criticità organizzative
In questa prospettiva si inserisce il Sistema di rilevazione dei segnali deboli di Execo, costruito attorno a otto fattori di osservazione, otto fattori di vitalità che, oltre a impattare direttamente sulla performance aziendale, fungono da strumento diagnostico per individuare eventuali criticità presenti in azienda: Employee satisfaction, energia organizzativa, Corporate identity, Corporate image, innovazione, Capitale intellettuale, Competenza emotiva e Customer satisfaction.
In merito ad alcuni di questi fattori di osservazione, Maurizio Santini, già HR Director di PRG Retail Group, ha affermato: “Un calo dell’Employee satisfaction, per esempio, può rappresentare un segnale da approfondire in relazione al coinvolgimento e al rischio di turnover. Una riduzione della competenza emotiva può invece suggerire la necessità di indagare la gestione dei conflitti, la qualità delle relazioni e l’efficacia della comunicazione interna”.
Giuseppe Santella, già Presidente di Unisalute, ha aggiunto: “Anche il mentoring tra generazioni, i percorsi di leadership di servizio e una maggiore frequenza di feedback possono favorire relazioni più solide e un maggiore coinvolgimento”, sottolineando come, per esempio, la possibilità di avere dei laboratori intergenerazionali possa aiutare a valorizzare prospettive differenti e a migliorare la collaborazione tra colleghi con esperienze e aspettative diverse.
A prescindere dal contesto organizzativo e dalle sfide che lo caratterizzano, il Sistema di rilevazione dei segnali deboli si deve appoggiare su solide basi culturali e valoriali, per far sì che l’HR possa accompagnare il cambiamento e non subirlo. Andrea Martone, Professore di Organizzazione Aziendale alla LIUC Università Cattaneo di Castellanza, ha sottolineato proprio l’importanza di accompagnare l’innovazione senza perdere di vista i valori che definiscono l’identità dell’organizzazione: “Le aziende devono essere capaci di innovarsi e adattarsi ai cambiamenti, mantenendo saldi i propri valori e offrendo ai dipendenti un contesto di stabilità e continuità”. Non esiste un’azienda completamente priva di problemi organizzativi. Esistono, però, organizzazioni capaci di riconoscere tempestivamente le proprie criticità, comprenderne le cause e intervenire prima che diventino croniche, favorendo al tempo stesso l’ingaggio dei collaboratori, la salute dei team e le performance aziendali.
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