Non solo forza di volontà in azienda
Profit e non profit uniti per il bene della società e del territorio: il volontariato aziendale è una pratica sempre più diffusa nel panorama internazionale e, da qualche anno, anche in Italia. Ma di cosa si tratta esattamente? Ad approfondire il tema e fornire indicazioni pratiche è il libro Il volontariato aziendale di Patrizia Giorgio, […]

Profit e non profit uniti per il bene della società e del territorio: il volontariato aziendale è una pratica sempre più diffusa nel panorama internazionale e, da qualche anno, anche in Italia. Ma di cosa si tratta esattamente? Ad approfondire il tema e fornire indicazioni pratiche è il libro Il volontariato aziendale di Patrizia Giorgio, Laura Guardini e Renata Villa (Egea, 2024). Il volume nasce dall’esperienza delle autrici: Giorgio lavora in Fondazione Sodalitas (associazione che promuove sostenibilità e responsabilità sociale di impresa), Guardini segue progetti di Quartieri Tranquilli (associazione impegnata a creare nuovi progetti di volontariato) e Villa, per oltre venticinque anni, si è occupata di progetti di sostenibilità nel Gruppo Enel.
L’obiettivo del libro è dimostrare che un progetto di volontariato aziendale funziona davvero solo se è ideato, pianificato e promosso in una partnership paritaria e reciproca tra impresa e organizzazione non profit. “È attraverso il lavoro in comune e il confronto continuo che il volontariato aziendale si trasforma in occasione di crescita e sviluppo per tutti gli attori che ne sono protagonisti: aziende, dipendenti, organizzazioni non profit, comunità e territori”, scrivono le autrici.
I benefici dei lavoratori e delle aziende sono, infatti, notevoli, come l’aumento del benessere emotivo e mentale e, quindi, attività di lavoro svolte in maniera più efficiente, ma anche lo sviluppo di competenze trasversali e l’aumento dell’inclusione sociale. “Sempre più spesso le imprese collegano i propri progetti di volontariato aziendale con le strategie di D&I: il volontariato può contribuire a costruire una cultura aziendale maggiormente inclusiva, introducendo i dipendenti a diversità di pensiero, di cultura e di esperienze vissute”, scrivono le autrici.
In Italia il volontariato è in fase di sviluppo
Visto il vantaggio potenziale, la diffusione del volontariato aziendale sta lentamente aumentando. Secondo il rapporto 2022 del Chief executives for corporate purpose (Cecp), società di consulenza e network per aziende, il 19,8% dei dipendenti di aziende globali ha partecipato ad almeno un’ora di volontariato aziendale (un aumento del 3% rispetto al 2021). Tuttavia, la crescita resta limitata: il tasso di partecipazione non è ancora tornato ai livelli pre pandemia. Nel nostro Paese, il volontariato aziendale è ancora in fase di sviluppo. A essere più attive in questo campo sono soprattutto le filiali italiane di multinazionali straniere. Secondo una ricerca della Fondazione Terzjus, osservatorio del Terzo Settore, in collaborazione con l’Ufficio Studi di Unioncamere solo il 5% delle aziende italiane con almeno 50 dipendenti ha promosso nel 2023 iniziative di volontariato aziendale. Tuttavia, aumentando il numero di dipendenti, il volontariato cessa di essere un fenomeno marginale: circa un terzo delle imprese di medie e grandi dimensioni già offre, o intende farlo a breve, la possibilità ai propri dipendenti e manager di dedicarsi a iniziative sociali. Infine, per offrire un’analisi approfondita del tema, l’ultima parte del libro si sofferma sugli aspetti normativi e assicurativi, sull’importanza dei feedback e su indicatori utili per la rendicontazione. Il volontariato non termina, infatti, con il progetto, ma prosegue con la sua analisi. “Avere la percezione del gradimento di un’iniziativa, di possibili problematiche che si sono verificate a livello organizzativo o di qualsiasi altra natura, consente di raccogliere indicazioni per valorizzare l’iniziativa”, è il messaggio di Giorgio, Guardini e Villa.Categoria: Libri per il management
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