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venerdì, 16 Ottobre, 2026

Benessere in azienda

Igiene inclusiva, un bisogno ancora poco considerato

Secondo uno studio di Essity, il 46% degli intervistati ritiene che i datori di lavoro dovrebbero fornire gratuitamente prodotti per l’igiene mestruale. A farlo è oggi solo il 14%: un divario che riguarda anche l’esperienza quotidiana sul lavoro.
15 Ottobre 2026
Di: Redazione
15 Ottobre 2026

Nei servizi igienici aziendali troviamo diversi prodotti considerati indispensabili: carta igienica, sapone, asciugamani di carta, prodotti per la pulizia. L’accesso ai prodotti per l’igiene mestruale, invece, non è ancora altrettanto diffuso né scontato, nonostante riguardi una necessità concreta di una gran parte della forza lavoro.

Secondo l’indagine Tork Insight Survey 2025 condotta da Essity, multinazionale svedese attiva nei settori dell’igiene e della salute, il 46% degli intervistati ritiene che i datori di lavoro dovrebbero fornire gratuitamente prodotti per l’igiene mestruale. Attualmente, però, solo il 14% lo fa effettivamente.  Il dato evidenzia una discrepanza ‘secolare’ fra il sentire comune e le reali esigenze igieniche delle lavoratrici. Una distanza che può avere conseguenze anche sull’esperienza quotidiana delle persone e, in senso più ampio, sul loro benessere.

Dallo studio di Essity (che ha coinvolto 11.500 persone del pubblico generale e 1.000 addetti alle pulizie), emerge anche che il 42% dei dipendenti ha dovuto ricorrere alla carta igienica a causa della mancanza di prodotti per l’igiene mestruale sul luogo di lavoro. Il 27% è invece rimasto a casa a causa di disagi legati al ciclo mestruale. Lo stesso studio riporta inoltre che una persona su quattro dichiara di aver trascorso meno tempo al lavoro a causa di un’esperienza negativa con l’igiene intima sul luogo di lavoro.

“L’accesso ai prodotti per l’igiene mestruale al lavoro o a scuola non dovrebbe essere un lusso, ma un gesto fondamentale per soddisfare i bisogni delle persone“, ha dichiarato Rebecka Hallencreutz, Direttrice dell’Organizzazione Mensen, Ong svedese che lavora affinché nella società civile i diritti mestruali siano sempre rispettati. “Quando le organizzazioni rimuovono le barriere all’accesso, stanno inviando un messaggio chiaro di supporto al benessere di tutti gli utenti dei servizi igienici”.

Un’attenzione che migliora la percezione dell’azienda

La disponibilità dei prodotti viene associata anche alla percezione dell’ambiente di lavoro. Secondo un panel web condotto tra il 14 e il 19 febbraio 2025 da Norstat, multinazionale specializzata nella raccolta di dati per ricerche di mercato, il 54% delle donne considera l’accesso ai prodotti per l’igiene mestruale un elemento qualificante di un ambiente di lavoro inclusivo, mentre il 73% ritiene che questo accesso rafforzi l’immagine del datore di lavoro. Tra le persone tra i 18 e i 33 anni, la percentuale sale all’86%.

È in questo contesto che Tork, brand di Essity dedicato all’igiene professionale, ha introdotto anche in Italia Tork Period Care, una soluzione destinata ai servizi igienici negli spazi pubblici. I dispenser sono riforniti con prodotti per l’igiene mestruale Nuvenia, anch’essi prodotti da Essity.  La soluzione consente alle aziende e alle organizzazioni di fornire gratuitamente prodotti per l’igiene mestruale a dipendenti, studenti, clienti e altri utenti dei servizi igienici. Il dispenser a parete mette a disposizione assorbenti e salvaslip Nuvenia, tutti dermatologicamente testati e senza profumo. Il design è pensato per mantenere i prodotti igienici e protetti e per facilitarne installazione e manutenzione.

Per Aitor Perfecto, Direttore Commerciale Italia della Business Unit Professional Hygiene Essity Italia, rendere questi prodotti accessibili, al pari del sapone e degli asciugamani di carta, significa creare ambienti nei quali le persone possano sentirsi valorizzate e rispondere a una domanda presente tra i dipendenti: “Lavorare per garantire un’igiene più inclusiva, rendendo facilmente accessibili tanti prodotti, è un modo pratico e significativo per le organizzazioni e le aziende di dimostrare che si preoccupano di abbattere le barriere al benessere di tutte le persone,” ha affermato Perfecto. L’igiene inclusiva entra così nella gestione ordinaria degli spazi di lavoro: un’esigenza specifica che interessa una quota significativa delle persone e che le organizzazioni possono affrontare attraverso una dotazione concreta.


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