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venerdì, 13 Marzo, 2026

Alternanza scuola lavoro

Mismatch lavoro: il deserto dei candidati

Un piccolo paese che si spopola e un’azienda che fatica, al pari di tutto il Paese, a trovare candidati da inserire in organico. Ecco come Brovind sta uscendo dalla crisi del lavoro.
28 Gennaio 2026
Di: Ilaria Mariotti
28 Gennaio 2026
metalmeccanici

Quasi 4 milioni di assunzioni programmate nel 2025. La metà però è diretta verso candidati che non ci sono. È un paradosso che l’Italia vive da tempo quello del mismatch tra domanda e offerta di lavoro. La fotografia arriva dalle rilevazioni Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro. Irreperibili sono soprattutto laureati in chimica e farmaceutica (la difficoltà stimata è del 72,4%), seguiti a poca distanza dall’indirizzo sanitario e paramedico e medico-odontoiatrico. Sono poi 67mila i diplomati ITS difficili da reperire, in particolare in ambito sostenibilità, economia circolare e efficienza energetica. Mancano anche 634mila diplomati, soprattutto negli indirizzi tecnici.

In un piccolo borgo piemontese di poco più di 2mila abitanti, Cortemilia, in provincia di Cuneo, la situazione è più allarmante che mai. “I nostri dipendenti sono per lo più persone del posto. E il mismatch scuola-lavoro per la nostra azienda è ulteriormente amplificato dal fatto che operiamo in un una piccola cittadina che si sta spopolando, perché è difficile da raggiungere e i servizi offerti dal territorio sono poco competitivi rispetto ai centri urbani” riflette Paola Veglio, Amministratore Delegato di Brovind, realtà del settore dell’automazione industriale. 

Il modello Brovind per attirare i giovani talenti

Da gennaio 2026 è nato un nuovo progetto, portato avanti senza alcun finanziamento pubblico. Nel laboratorio del nuovo stabilimento di Cortemilia – ex polo industriale di 13mila metri quadrati interamente riqualificati – saranno ospitati gli studenti che frequentano gli ultimi anni dell’istituto professionale Piera Cillario Ferrero, sezione Industria e Artigianato per il Made in Italy.

Qui i ragazzi durante l’anno scolastico potranno fare lezione, utilizzare le dotazioni tecnologiche, interfacciarsi con gli ingegneri di Brovind, accedere ai locali aziendali sotto la supervisione dei docenti.  L’esperienza è finalizzata a acquisire competenze pratiche e familiarità con i processi produttivi. Ma non si tratta di un semplice caso di alternanza scuola-lavoro. I più meritevoli, finiti gli studi, avranno un lavoro in azienda.

Una visione errata del mestiere di metalmeccanico 

“Gli studenti potranno capire come lavoriamo e cosa facciamo realmente. Iniziative come questa sono importanti per ridurre il mismatch tra mondo del lavoro e formazione”, aggiunge Veglio. “Perché spesso si ha una visione errata di cosa significhi lavorare in un’azienda metalmeccanica”. Che non è solo manualità, ma anche ingegno: “Tecnologia, strategia e progettazione fanno parte di moltissime mansioni”.  

Per un’azienda la mancanza di personale è un freno allo sviluppo. E il problema, in un contesto produttivo ogni giorno più incerto, si fa sempre più complesso. “Impazzire per trovare lavoratori è un lusso che il nostro Paese non può permettersi” dichiara Veglio. La soluzione è stata allora quella di incentivare l’ingresso in azienda di giovani del luogo. “Devono sperimentare concretamente e con costanza cosa significhi lavorare in un’azienda. Spesso entrano nel mondo del lavoro completamente spaesati e impreparati”. 

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