Passa al contenuto principale

Logo Parole di Management
venerdì, 9 Ottobre, 2026

Partecipazione e innovazione condivisa, le imprese italiane oltre la crisi

Ciò che si propone in questo articolo è una visione integrata delle politiche pubbliche e territoriali rivolte alla crescita come sviluppo di sistemi produttivi aperti e competitivi capaci di fronteggiare sia la globalizzazione mercatistica sia la digitalizzazione diffusa della produzione 4.0 (Bianchi e Labory, 2016), a partire dal radicamento in specifici territori di definite conoscenze-competenze […]
7 Gennaio 2020
Di: Luciano Pilotti
7 Gennaio 2020
Italia_imprese_Sud
Ciò che si propone in questo articolo è una visione integrata delle politiche pubbliche e territoriali rivolte alla crescita come sviluppo di sistemi produttivi aperti e competitivi capaci di fronteggiare sia la globalizzazione mercatistica sia la digitalizzazione diffusa della produzione 4.0 (Bianchi e Labory, 2016), a partire dal radicamento in specifici territori di definite conoscenze-competenze utili alla personalizzazione di beni e servizi entro filiere e reti di appartenenza (Rullani, 2004; 2010). A tale scopo serve guardare, in particolare, alle trasformazioni del profilo delle imprese e alle opportunità di crescita partecipata, reticolare e condivisa nonché al loro contributo a strategie di sviluppo nel medio-lungo periodo, oltre i vincoli shumpeteriani e di uno “stato keynesiano” appesantito, esplorando assetti di una democrazia attiva, diretta e inclusiva. Mutamenti necessari, questi, orientati a ridurre i pesanti differenziali di produttività e competitività, oltre che di innovazione superando blocchi ‘sistemici’ da rendite di posizione e da lentezze delle riforme strutturali, per fuoriuscire dalla stagnazione della produttività che attanaglia il nostro Paese da oltre 25 anni e dare risposte alle diffuse politiche deflazionistiche europee. Dalla crisi economica strutturale, che avanza da ben oltre i sette anni dei “cicli biblici”, e da una stagnazione che colloca la crescita futura dell’Italia sotto l’1% con effetti devastanti su occupazione, base produttiva e ruolo stesso dei nostri sistemi di PMI si esce con una politica industriale che abbia la crescita (investimenti, consumi e qualità dei contesti di attrattività) negli obiettivi prioritari e con politiche di sviluppo urbano che facciano da volano e conduzione di politiche di innovazione ecologica, sociale e open (Chesborough, 2003) con alla base incentivi alla formazione di capitale umano adatto. Quella che abbiamo vissuto è una crisi economica che – come noto – parte da una caduta pluriennale della domanda interna di consumi e investimenti alimentata dal circolo vizioso e deflazionistico tra rinvio degli acquisti e rinuncia agli investimenti uniti da un unico circolo tra sfiducia e aspettative negative (Cappellin, Baravelli, Bellandi, Camagni, Ciciotti, Marelli, 2015). Non basta quindi ‘tagliare – seppure selettivamente – la spesa’, ma introdurre stimoli alla crescita, liberando risorse per gli investimenti innovativi e soprattutto migliorando la qualità dei contesti territoriali (la business atmosphere di marshalliana memoria) (Becattini, 1998; 2000; Cooke, 2001; Maskell, 2001). È necessaria una più avanzata qualità dei contesti spaziali e territoriali per attrarre investimenti e talenti e co-generare innovazione condivisa volta alla mobilitazione partecipativa delle creatività individuali e collettive da crescente varietà (offerta e domanda), stimolando anche il cambiamento della cultura d’impresa e dei modelli gestionali prevalenti inadatti alle trasformazioni e all’iper-competizione globale in corso (Teece, 2007).
L’articolo integrale è pubblicato sul numero di luglio-agosto 2016 di Sviluppo&Organizzazione. Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)

Articoli correlati

Sibex_tax_plastic.jpg
Si parla tanto di reshoring, di rientro delle produzioni di aziende che in precedenza avevano delocalizzato in Paesi dell’Est Europa o…
Elezioni
In base agli ultimi dati Eurostat, l’Italia vanta un triste primato: nell’Unione europea abbiamo la variazione percentuale assoluta del tasso…
Inclusione lavorativa e reciprocità sociale, questi gli obiettivi raggiunti del primo progetto in Italia per la formazione e lo stage…
dati_PDM
È un successo di lettori non annunciato, quello di Parole di Management. Nei primi due mesi di piena operatività, il quotidiano di cultura…

46.000 persone

ricevono la Newsletter di Parole di Management