La produttività dipende (anche) dall’ufficio
Quarant’anni fa l’avvento del cosiddetto desktop computing, con la possibilità per ogni dipendente dell’ufficio di avere un proprio computer sulla scrivania, ha rivoluzionato gli spazi di lavoro aumentandone la produttività. Mettere ciascuno in condizione di poter creare e stampare i propri documenti fu un passo avanti enorme, rispetto alle prime organizzazioni in cui l’accesso alle […]

Quarant’anni fa l’avvento del cosiddetto desktop computing, con la possibilità per ogni dipendente dell’ufficio di avere un proprio computer sulla scrivania, ha rivoluzionato gli spazi di lavoro aumentandone la produttività. Mettere ciascuno in condizione di poter creare e stampare i propri documenti fu un passo avanti enorme, rispetto alle prime organizzazioni in cui l’accesso alle applicazioni era limitato a un numero ristretto di persone. Negli anni i luoghi di lavoro si sono adattati ai nuovi assetti in base all’evoluzione tecnologica, passando da scrivanie dotate di monitor, tastiere e mouse a spazi aperti e meno formali in cui l’unica necessità era il wifi per gli utenti dei laptop.
Nel 2020, questo modello è stato messo in discussione e il tema del legame tra postazione di lavoro e produttività si è spostato dall’ufficio all’abitazione. Le video conference sono apparse ben presto noiose, intrusive e dispendiose per la produttività personale, ma hanno consentito ai team di restare interconnessi. L’ufficio del futuro deve tener conto delle esperienze maturate e dei tool utilizzati da remoto, adattandoli alla nuova dimensione ibrida. Il tema sarà al centro dell’evento Lavorare liquido. Oltre lo Smart working, organizzato da ESTE, editore di Parole di Management, in programma il 25 marzo.
È quanto sostiene anche il recente report di Deloitte dal titolo Tech trends 2021, secondo cui le funzionalità che hanno aumentato le capacità del digital workplace possono migliorare allo stesso modo l’esperienza del physical workplace. Il report suggerisce, per esempio, che l’uso dell’Intelligenza Artificiale aiuti i team a organizzare durata, orario e location dei meeting in sede per massimizzare il valore degli spazi e promuovere le interazioni tra colleghi.
Le organizzazioni avranno bisogno di esaminare il Ritorno sull’investimento (ROI) dello spazio da ufficio più da vicino per trarre il maggior beneficio possibile dalla collaborazione tra i team e l’interazione in ambienti di lavoro meno formali. L’asso nella manica è la raccolta dati. Le organizzazioni possono contare sull’analisi dei dati anonimi derivanti dall’impiego delle piattaforme per il lavoro da remoto per comprendere come migliorare l’esperienza delle persone, spingere la produttività e favorire la permanenza dei dipendenti.
Fonte: Computer Weekly
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