Laica, l’antifragilità si costruisce con persone e automazione
Investire in automazione riduce l’incidenza della manodopera? A Laica è il contrario. Lo hanno spiegato l’Amministratore Delegato Fabio Saini e l’HR Manager Valentina Gioia, intervistati a margine del factory tour sull’eccellenza operativa ospitato di recente dall’azienda. Per Laica la resilienza parte dai comportamenti. Le competenze tecniche discendono dalle attitudini, modellate dalla cultura impressa dal vertice: è ciò che permette all’organizzazione di affrontare le crisi in modo coeso, con collaboratori disponibili a orientarsi agli obiettivi.
Il fattore umano, però, da solo non basta. Negli ultimi 25 anni sono stati stanziati investimenti per le linee automatiche all’avanguardia con tre obiettivi: ampliare l’offerta ai clienti, alzare la qualità riducendo gli scarti e abbassare il peso del costo del lavoro sui processi. Un punto che in un’intervista dedicata alle persone può sembrare una stonatura, ma l’automazione agisce sull’incidenza dei costi, non sul valore di chi lavora.
Il messaggio per chi guida un’impresa è che cultura e tecnologia non sono alternative da finanziare con lo stesso budget, ma le due gambe di un’azienda antifragile, cioè capace di uscire più forte dagli imprevisti. Dopo 80 anni di storia, in Laica le persone restano il primo ingrediente.





