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sabato, 13 Giugno, 2026

In Romania un’azienda su tre cerca lavoratori stranieri

A caccia di talenti dall’estero. In Romania, quasi un’azienda su quattro progetta di assumere lavoratori stranieri nel prossimo periodo. L’11% delle imprese ammette di aver già mosso i primi passi in questa direzione e il 22% non esclude questa opzione. Secondo i dati raccolti dalla locale piattaforma di recruitment BestJobs, più del 70% delle imprese […]
19 Marzo 2020
Di: Giorgia Pacino
19 Marzo 2020
A caccia di talenti dall’estero. In Romania, quasi un’azienda su quattro progetta di assumere lavoratori stranieri nel prossimo periodo. L’11% delle imprese ammette di aver già mosso i primi passi in questa direzione e il 22% non esclude questa opzione. Secondo i dati raccolti dalla locale piattaforma di recruitment BestJobs, più del 70% delle imprese rumene si starebbe predisponendo ad assumere personale straniero a causa della mancanza di forza lavoro specializzata nel mercato interno. Tra le ragioni della scelta di importare personale dall’estero, ci sarebbero anche la bassa produttività dei dipendenti rumeni (36% degli intervistati) e le richieste salariali considerate eccessive rispetto ai requisiti del lavoro o alle attitudini dei candidati (27%). Eppure, i lavoratori stranieri sono particolarmente richiesti anche per mansioni poco specializzate. Le posizioni per cui le aziende sembrano più disposte ad assumere all’estero riguardano, infatti, in prevalenza lavoratori non qualificati (45%). Sono comunque molto ricercati anche ingegneri e specialisti in vari campi (41%) e lavoratori già formati (33%), così come coloro che lavorano nel mondo ICT (12%) e nel management (8%). Per attrarre il personale di cui ha bisogno, circa il 40% delle compagnie progetta di implementare entro l’anno i sistemi che consentono di lavorare da remoto o da casa, ma solo un terzo degli intervistati rivela di averne esperienza. La maggior parte delle imprese coinvolte nella ricerca (41%) ammette, infatti, che solo il 10% del personale potrebbe beneficiare dello Smart working. Le posizioni più adatte al lavoro da remoto, nell’opinione dei datori di lavoro, sono quelle dei settori ICT, finance, marketing e vendite. All’opposto, nessun vantaggio ne deriverebbe per chi è impiegato nella produzione, nel management o ricopre incarichi tecnici. Fonte: Romania Insider

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