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venerdì, 16 Ottobre, 2026

Gestionali

ERP, le applicazioni oltre la tecnologia

Allo user group di JD Edwards, presentata la nuova versione con interfaccia rinnovata, nel segno di “modernization without disruption”. Dai partner RTT, Sinfo One, Horsa Next e GN Techonomy le soluzioni per costruire la digital workforce.
15 Ottobre 2026
Di: Dario Colombo
15 Ottobre 2026
Oracle_JDE

L’Intelligenza Artificiale (AI) ha dato voce a chi ha iniziato a pensare che l’Enterprise Resource Planning (ERP) rischi di essere una soluzione superata dall’arrivo della nuova tecnologia. Chissà se i vendor si sono mai interrogati su questo aspetto; di certo stanno facendo di tutto perché questa visione non trovi spazio. Nel caso di Oracle, su JD Edwards gli investimenti non mancano per aggiornarlo, tanto che è in arrivo la nuova release (R27), che non è solo un aggiornamento grafico (anche se c’è una user experience migliorata anche nel design), ma che dà corpo alla filosofia della multinazionale Usa sull’ERP.

“Modernization without disruption”. È questo il messaggio lanciato in occasione dello user group di JD Edwards, che si è tenuto agli inizi di ottobre presso il Luiss Hub di Milano: un evento aperto a tutti i clienti del gestionale e che ha visto la partecipazione di alcuni dei partner di JD Edwards, chiamati a presentare le novità sviluppate sulla soluzione.

A raccontare la visione del vendor Usa è stato David Mihala, Vice President Sales Applications Unlimited di Oracle, che si occupa della famiglia di prodotti che comprende anche JD Edwards. I dati presentati raccontano un prodotto in salute: in Europa occidentale il gestionale è cresciuto del 6% anno su anno (+5% per l’intera Applications Unlimited), in Italia ha portato 26 nuovi clienti negli ultimi tre anni e dal 2022 vale il 50% dei ricavi dell’intera area; inoltre per l’anno fiscale 2027 il 30% delle opportunità aperte in Italia è legato a JD Edwards.

Il merito va anche alla continuità del prodotto. A rimarcare questo aspetto è stato Paul Houtkooper, Vice President Product Development di JD Edwards, intervenuto in video. Oracle, ha ricordato, si è impegnata a estendere il Premier Support per tutti i prodotti Applications Unlimited almeno fino al 2037: significa investire non solo per mantenere, ma per migliorare il prodotto per almeno i prossimi 10 anni.

L’ERP cambia aspetto, ma non il modo di lavorare

Sui contenuti della R27 è entrato nel dettaglio Paolo Borriello, Master Principal Solution Engineering di Oracle. La novità più visibile per gli utenti è l’interfaccia, ha spiegato il manager: si passa dall’attuale Alta a Redwood (Redwood City è stata per lungo tempo la sede del vendor Usa), con nuovi font, colori e icone e una banda nera in alto che accomuna tutte le applicazioni della multinazionale, così da dare continuità visiva a chi affianca più prodotti. È questo un esempio concreto di quella modernizzazione senza disruption di cui Oracle si è fatta promotrice.

Sotto la superficie, però, i cambiamenti del gestionale sono più profondi e riguardano sicurezza e longevità della piattaforma: il passaggio da Java 8 a Java 21, l’addio al supporto di IBM WebSphere e la prima release esclusivamente a 64 bit. Per chi lavora su piattaforme diverse da quelle supportate, il messaggio è semplice: è necessario un aggiornamento. Sull’AI la strategia è altrettanto chiara. Come ha spiegato Jonathan Price, Director Solution Engineering Europe di Oracle, l’AI non è “built-in” ma “bolt-on”: la nuova tecnologia non è integrata nel gestionale, ma è collegabile. Con la R27 arriva, infatti, uno standard che permette agli agenti di AI di dialogare con il sistema usando i servizi già costruiti con Orchestrator, lo strumento di JD Edwards per l’automazione dei processi.

Per Houtkooper è questo il fondamento di quella che ha chiamato “forza lavoro digitale”: non sostituisce le persone, ma ne estende le capacità. Come riassunto da Borriello, Oracle fornisce le piattaforme, i partner costruiscono la digital workforce e i clienti fanno il loro business.

Dai partner la creazione della digital workforce

Il passaggio dalla visione alla pratica è stato affidato ai partner, come RTT, Sinfo One, Horsa Next e GN Techonomy. Per esempio, RTT, che nel 2026 festeggia 30 anni di attività, ha presentato Fast Kit 360, pacchetti preconfigurati sulla piattaforma Oracle di Enterprise performance management (EPM) che coprono pianificazione, budget e consolidamento. L’approccio, ha spiegato Andrea Ghezzi, Amministratore Delegato di RTT, è quello della “solution in a box”: invece di partire da analisi e requisiti, soluzioni specifiche per problemi specifici, pronte all’uso e quindi più rapide da adottare.

Sinfo One ha portato in sala una demo dal vivo della sua digital workforce, una piattaforma installata per singolo cliente che legge tabelle, ruoli, personalizzazioni e orchestrazioni di quella specifica installazione del gestionale. Gli agenti operano con le credenziali dell’utente e ogni attività è tracciata, indicando se è stata svolta in sola lettura, in scrittura verificata o non verificata, oppure è fallita. I processi si possono schedulare, come il controllo delle quadrature del venerdì sera, e le parti che non richiedono l’AI si possono rendere deterministiche, risparmiando risorse.

Sul fronte dell’AI, Paola Pomi, CEO di Sinfo One, ha invitato alla cautela, ricordando che la tecnologia propone e non calcola; per questo servono guardrail e l’AI va trattata come un’infrastruttura, con la stessa affidabilità richiesta al gestionale. E poi: se un’organizzazione è farraginosa, con dati ridondanti e informazioni discordanti, l’AI non fa che velocizzare la corsa contro un muro. Inoltre, questa tecnologia va usata quando serve, perché se un processo è deterministico, non ha senso affidarlo all’AI. C’è poi il rischio dell’omologazione: l’AI tende a riportare le risposte al centro della curva di Gauss e a eliminare le imperfezioni, ma sono spesso le anomalie a rendere un’azienda e un prodotto riconoscibili.

L’ERP resta un alleato anche con l’AI

Horsa Next si è presentata come partner a tutto tondo. Enrico Nassetti, Responsabile della business unit che implementa i sistemi ERP di Oracle, ha ricordato che il gestionale vale il 30-40% dell’attività del gruppo; il resto passa dalle altre tre business line: tecnologia, software house con soluzioni che si collocano tra l’ERP e le macchine di produzione e, infine, Business Intelligence e Corporate performance management, dove stanno crescendo le competenze sull’AI che vengono poi messe al servizio delle altre aree.

GN Techonomy, fondata nel 1995 e partner Oracle da oltre 20 anni, copre l’intera offerta ERP del vendor, da NetSuite (in cloud) a JD Edwards (on premise e su Oracle Cloud Infrastructure) fino a Fusion, con una specializzazione sull’EPM.

Anche i partner confermano dunque la visione iniziale: l’ERP non è superato dall’AI, ma può diventare la base su cui l’AI lavora, a patto che i processi siano ordinati e che le persone siano formate. Per le aziende la scelta non è tra restare fermi e ricominciare da capo, ma tra modernizzare in modo graduale e rischiare di dover rincorrere. Torna il suggerimento di Houtkooper: “Modernizzazione non deve significare buttare via ciò che funziona”.

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