ERP, le applicazioni oltre la tecnologia

L’Intelligenza Artificiale (AI) ha dato voce a chi ha iniziato a pensare che l’Enterprise Resource Planning (ERP) rischi di essere una soluzione superata dall’arrivo della nuova tecnologia. Chissà se i vendor si sono mai interrogati su questo aspetto; di certo stanno facendo di tutto perché questa visione non trovi spazio. Nel caso di Oracle, su JD Edwards gli investimenti non mancano per aggiornarlo, tanto che è in arrivo la nuova release (R27), che non è solo un aggiornamento grafico (anche se c’è una user experience migliorata anche nel design), ma che dà corpo alla filosofia della multinazionale Usa sull’ERP.
“Modernization without disruption”. È questo il messaggio lanciato in occasione dello user group di JD Edwards, che si è tenuto agli inizi di ottobre presso il Luiss Hub di Milano: un evento aperto a tutti i clienti del gestionale e che ha visto la partecipazione di alcuni dei partner di JD Edwards, chiamati a presentare le novità sviluppate sulla soluzione.
A raccontare la visione del vendor Usa è stato David Mihala, Vice President Sales Applications Unlimited di Oracle, che si occupa della famiglia di prodotti che comprende anche JD Edwards. I dati presentati raccontano un prodotto in salute: in Europa occidentale il gestionale è cresciuto del 6% anno su anno (+5% per l’intera Applications Unlimited), in Italia ha portato 26 nuovi clienti negli ultimi tre anni e dal 2022 vale il 50% dei ricavi dell’intera area; inoltre per l’anno fiscale 2027 il 30% delle opportunità aperte in Italia è legato a JD Edwards.
Il merito va anche alla continuità del prodotto. A rimarcare questo aspetto è stato Paul Houtkooper, Vice President Product Development di JD Edwards, intervenuto in video. Oracle, ha ricordato, si è impegnata a estendere il Premier Support per tutti i prodotti Applications Unlimited almeno fino al 2037: significa investire non solo per mantenere, ma per migliorare il prodotto per almeno i prossimi 10 anni.
L’ERP cambia aspetto, ma non il modo di lavorare
Sui contenuti della R27 è entrato nel dettaglio Paolo Borriello, Master Principal Solution Engineering di Oracle. La novità più visibile per gli utenti è l’interfaccia, ha spiegato il manager: si passa dall’attuale Alta a Redwood (Redwood City è stata per lungo tempo la sede del vendor Usa), con nuovi font, colori e icone e una banda nera in alto che accomuna tutte le applicazioni della multinazionale, così da dare continuità visiva a chi affianca più prodotti. È questo un esempio concreto di quella modernizzazione senza disruption di cui Oracle si è fatta promotrice.
Sotto la superficie, però, i cambiamenti del gestionale sono più profondi e riguardano sicurezza e longevità della piattaforma: il passaggio da Java 8 a Java 21, l’addio al supporto di IBM WebSphere e la prima release esclusivamente a 64 bit. Per chi lavora su piattaforme diverse da quelle supportate, il messaggio è semplice: è necessario un aggiornamento. Sull’AI la strategia è altrettanto chiara. Come ha spiegato Jonathan Price, Director Solution Engineering Europe di Oracle, l’AI non è “built-in” ma “bolt-on”: la nuova tecnologia non è integrata nel gestionale, ma è collegabile. Con la R27 arriva, infatti, uno standard che permette agli agenti di AI di dialogare con il sistema usando i servizi già costruiti con Orchestrator, lo strumento di JD Edwards per l’automazione dei processi.
Per Houtkooper è questo il fondamento di quella che ha chiamato “forza lavoro digitale”: non sostituisce le persone, ma ne estende le capacità. Come riassunto da Borriello, Oracle fornisce le piattaforme, i partner costruiscono la digital workforce e i clienti fanno il loro business.
Dai partner la creazione della digital workforce
Il passaggio dalla visione alla pratica è stato affidato ai partner, come RTT, Sinfo One, Horsa Next e GN Techonomy. Per esempio, RTT, che nel 2026 festeggia 30 anni di attività, ha presentato Fast Kit 360, pacchetti preconfigurati sulla piattaforma Oracle di Enterprise performance management (EPM) che coprono pianificazione, budget e consolidamento. L’approccio, ha spiegato Andrea Ghezzi, Amministratore Delegato di RTT, è quello della “solution in a box”: invece di partire da analisi e requisiti, soluzioni specifiche per problemi specifici, pronte all’uso e quindi più rapide da adottare.
Sinfo One ha portato in sala una demo dal vivo della sua digital workforce, una piattaforma installata per singolo cliente che legge tabelle, ruoli, personalizzazioni e orchestrazioni di quella specifica installazione del gestionale. Gli agenti operano con le credenziali dell’utente e ogni attività è tracciata, indicando se è stata svolta in sola lettura, in scrittura verificata o non verificata, oppure è fallita. I processi si possono schedulare, come il controllo delle quadrature del venerdì sera, e le parti che non richiedono l’AI si possono rendere deterministiche, risparmiando risorse.
Sul fronte dell’AI, Paola Pomi, CEO di Sinfo One, ha invitato alla cautela, ricordando che la tecnologia propone e non calcola; per questo servono guardrail e l’AI va trattata come un’infrastruttura, con la stessa affidabilità richiesta al gestionale. E poi: se un’organizzazione è farraginosa, con dati ridondanti e informazioni discordanti, l’AI non fa che velocizzare la corsa contro un muro. Inoltre, questa tecnologia va usata quando serve, perché se un processo è deterministico, non ha senso affidarlo all’AI. C’è poi il rischio dell’omologazione: l’AI tende a riportare le risposte al centro della curva di Gauss e a eliminare le imperfezioni, ma sono spesso le anomalie a rendere un’azienda e un prodotto riconoscibili.
L’ERP resta un alleato anche con l’AI
Horsa Next si è presentata come partner a tutto tondo. Enrico Nassetti, Responsabile della business unit che implementa i sistemi ERP di Oracle, ha ricordato che il gestionale vale il 30-40% dell’attività del gruppo; il resto passa dalle altre tre business line: tecnologia, software house con soluzioni che si collocano tra l’ERP e le macchine di produzione e, infine, Business Intelligence e Corporate performance management, dove stanno crescendo le competenze sull’AI che vengono poi messe al servizio delle altre aree.
GN Techonomy, fondata nel 1995 e partner Oracle da oltre 20 anni, copre l’intera offerta ERP del vendor, da NetSuite (in cloud) a JD Edwards (on premise e su Oracle Cloud Infrastructure) fino a Fusion, con una specializzazione sull’EPM.
Anche i partner confermano dunque la visione iniziale: l’ERP non è superato dall’AI, ma può diventare la base su cui l’AI lavora, a patto che i processi siano ordinati e che le persone siano formate. Per le aziende la scelta non è tra restare fermi e ricominciare da capo, ma tra modernizzare in modo graduale e rischiare di dover rincorrere. Torna il suggerimento di Houtkooper: “Modernizzazione non deve significare buttare via ciò che funziona”.
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