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martedì, 13 Gennaio, 2026

Cari manager, c’è un’alternativa al modello Scrooge

Proprio in questi giorni ho dialogato con un imprenditore che ha dato vita alla sua azienda esattamente 50 anni fa: ha concretizzato un’idea investendo la sua liquidazione e poi ricevendo finanziamenti e fiducia dalle banche. Oggi la sua impresa conta oltre 300 persone ed è il primo player italiano del suo settore. Inizio da questa […]
5 Dicembre 2023
Di: Dario Colombo
5 Dicembre 2023
fuzzy_feelings_leadership
Proprio in questi giorni ho dialogato con un imprenditore che ha dato vita alla sua azienda esattamente 50 anni fa: ha concretizzato un’idea investendo la sua liquidazione e poi ricevendo finanziamenti e fiducia dalle banche. Oggi la sua impresa conta oltre 300 persone ed è il primo player italiano del suo settore. Inizio da questa premessa per commentare il video natalizio realizzato da Apple (il titolo è Fuzzy feelings): per chi non l’avesse ancora visto, si narra del rapporto complicato tra un manager e i suoi collaboratori, in particolare una giovane professionista che, nel suo tempo libero, realizza cartoni animati in stop motion. L’attività la riempie di gioia ed è ciò che le consente di ‘sopportare’ il lavoro e il suo capo, un manager burbero – ricorda molto Ebenezer Scrooge di Canto di Natale di Charles Dickens, opera cui è chiaramente ispirato il video di Apple – che le assegna attività all’ultimo minuto costringendola a lavorare ben oltre il suo orario. Per ‘vendicarsi’, la donna ha scelto per il suo cartone animato un pupazzo con le sembianze proprio del capo, facendogli vivere varie sfortune. La svolta avviene quando la giovane vede il manager mangiare tutto solo in un ristorante e ne comprende la tristezza. A quel punto decide di regalare al suo alter ego di plastilina un cagnolino: almeno il capo-pupazzo ritrova il sorriso. Non voglio rovinare il finale del video, facilmente reperibile in Rete; ma al di là del finale, l’intero (breve) video è uno spunto interessante per parlare di leadership. Almeno quella di cui non c’è più bisogno. Torno, a questo punto, all’imprenditore con il quale ho aperto la riflessione e che in un dialogo che sarà presto pubblicato all’interno del podcast ‘Il domatore di aquiloni’ spiega che “chi comanda deve essere al servizio degli altri” e “deve parlare con le persone e farle sentire importanti”. A suo giudizio c’è una profonda differenza tra il manager e il leader: il primo si concentra sugli obiettivi e sulle performance, il secondo è chiamato a motivare le persone. A volte, è bene dirlo, le due figure si sovrappongono: beate quelle aziende che hanno anche una sola persona capace di essere sia manager sia leader. Tutte le altre devono accontentarsi del capo ritratto nel video della Apple che rimanda a Scrooge. Ma niente paura: c’è sempre una possibilità di redenzione. Almeno questo ci piace pensare a poche settimane dal Natale.

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