Fare reskilling per cambiare carriera
A frenare il desiderio di mettersi alla prova di fronte a nuove opportunità di carriera è spesso il timore di non essere abbastanza preparati. Molti temono i costi di affrontare un programma di formazione, ma, se ne avessero l’occasione, sarebbero pronti ad apprendere nuove competenze e aggiornare le proprie conoscenze. Secondo una survey commissionata da […]

A frenare il desiderio di mettersi alla prova di fronte a nuove opportunità di carriera è spesso il timore di non essere abbastanza preparati. Molti temono i costi di affrontare un programma di formazione, ma, se ne avessero l’occasione, sarebbero pronti ad apprendere nuove competenze e aggiornare le proprie conoscenze.
Secondo una survey commissionata da Lighthouse Labs, società canadese specializzata in formazione in ambito tech, in Canada il 57% degli oltre mille professionisti intervistati sarebbe disposto ad affrontare un periodo di reskilling per cominciare una nuova carriera. Le donne si sono dimostrate più propense a rivoluzionare la propria attività lavorativa rispetto agli uomini (60% contro il 54%). I più entusiasti del cambiamento sono i lavoratori delle minoranze: l’83% dei dipendenti Lgbtq, l’80% della comunità nera e il 74% dei nativi apprenderebbero volentieri nuove skill da mettere a frutto sul lavoro, se ne avessero l’opportunità.
Cosa li trattiene? Il 41% del campione individua la ragione dell’esitazione nella perdita di reddito derivante dal dover frequentare un programma di reskilling. Un aumento di stipendio è considerato un incentivo decisivo per cambiare carriera: un canadese su cinque sarebbe più propenso a fare il salto se potesse guadagnare dai 10mila e i 20mila dollari in più.
In particolare, il mancato guadagno è la preoccupazione maggiore per il 45% degli uomini, mentre il 48% delle donne teme di non avere abbastanza tempo da dedicare alla propria preparazione. Un terzo dei canadesi è spaventato all’idea di ricominciare da zero: guardando al futuro del lavoro, le competenze richieste per avere successo sono in continuo mutamento.
Il 36% non crede, quindi, di essere abbastanza preparato per una carriera che chiami in causa digitale, automazione, tech skill e coding. Le donne si sentono meno pronte (40%) di quanto avvertano gli uomini (33%). Più di sette persone su 10 che lavorano nel campo dei servizi professionali, dell’arte o dell’intrattenimento ritengono di non avere le conoscenze giuste per affrontare il mondo del lavoro così come evolverà in futuro. I più ‘skillati’ sono coloro che lavorano nel Manufacturing: si considerano più preparati degli altri e il 45% di loro è pronto ad affrontare i cambiamenti che verranno.
Fonte: Business Wire
Categoria: Risorse Umane, Formazione
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