Le competenze trasversali come scialuppa di salvataggio nelle incertezze
La maggior parte di chi cerca un lavoro non sa riportare nel proprio curriculum vitae le competenze trasversali già acquisite in esperienze lavorative passate, non è in grado di spiegare come potrebbero rivelarsi utili in un nuovo impiego e non è a suo agio nel parlarne con i selezionatori. Secondo un’indagine condotta negli Usa da […]
La maggior parte di chi cerca un lavoro non sa riportare nel proprio curriculum vitae le competenze trasversali già acquisite in esperienze lavorative passate, non è in grado di spiegare come potrebbero rivelarsi utili in un nuovo impiego e non è a suo agio nel parlarne con i selezionatori.
Secondo un’indagine condotta negli Usa da LiveCareer, a molti candidati manca insomma l’abilità di comunicare un’informazione centrale: il legame, cioè, che esiste tra quanto realizzato fino a quel momento e il prossimo impegno lavorativo. Ora che molte aziende sono in sofferenza, a causa della crisi innescata dal coronavirus, passare da una carriera all’altra diventerà inevitabile per tanti. E la vera scialuppa di salvataggio, secondo gli esperti, è rappresentata proprio dalle competenze trasversali.
Eppure, sembrano le più difficili da identificare. Il 57% del campione di persone in cerca di un’occupazione (20,8 milioni) non è in grado di individuarle con un grado elevato di sicurezza. Più di 12 milioni di americani non sanno fornire buoni esempi di come le proprie skill si adatterebbero al nuovo lavoro e oltre 21 milioni non sono convinti di trovare un posto di lavoro compatibile con le proprie competenze. Dalla survey risulta infatti che il 56% di chi è in cerca di lavoro (circa 20,4 milioni di persone) sta cercando nello stesso settore da cui proviene, anche se si tratta di un comparto che sta tagliando in modo significativo i posti di lavoro.
I risultati dell’indagine mostrano un gap allarmante tra conoscenza e fiducia nelle competenze trasversali. Solo il 40% dei potenziali candidati per un nuovo lavoro è convinto di poter mettere nero su bianco soft skill, quali Project management, software expertise e Inventory management, rispetto al 45% che è certo di saper stilare una lista delle proprie hard skill. Invece, le competenze soft si dimostrano le più trasversali fra occupazioni differenti e, secondo gli esperti, si riveleranno le più importanti nell’era del post-Covid.
Fonte: Forbes
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