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giovedì, 13 Agosto, 2026

Recensione

Logoi, ergo innovo: perché il ‘nuovo’ da solo non basta

In Logoi dell’innovazione – Contro la trappola del si è “sempre fatto così”, Gianni Previdi porta l’attenzione su ciò che muove davvero il cambiamento. Un percorso per chi guida organizzazioni e vuole uscire dalla retorica del progresso automatico.
2 Febbraio 2026
Di: Chiara Dallemule
2 Febbraio 2026

Logoi è il plurale greco di logos, termine che può indicare parole, discorsi, ragioni o pensieri. Nel lessico dell’innovazione, richiama i principi e le strutture logiche e cognitive che orientano il cambiamento. In altre parole: le idee, le motivazioni e i concetti che ispirano e guidano l’azione innovativa, a livello individuale, aziendale o sociale.

Da qui parte Gianni Previdi, Trainer, Advisor e Coach nei processi di innovazione di valore, accompagnando il lettore in un percorso alla scoperta delle ragioni profonde dell’innovare. Che si tratti di un prodotto, di un processo o di un modello di business, l’autore mette a fuoco le fondamenta razionali e concettuali che sostengono l’intero percorso innovativo.

Logoi dell’innovazione – Contro la trappola del si è ‘sempre fatto così’ (Edizioni ESTE -2026) rappresenta un testo di riferimento per tutti coloro che sono impegnati a vario titolo nello sviluppo di processi di innovazione.  L’autore restituisce all’innovazione una dimensione più profonda, capace di trasformare non solo prodotti o processi, ma regole, istituzioni e immaginari. 

Nuovo è sempre sinonimo di giusto?

Secondo una certa retorica del progresso, si è portati a credere che ogni cambiamento implichi automaticamente un miglioramento rispetto al passato.  Ma è davvero così? Viviamo in un’epoca di trasformazioni rapidissime in cui la tecnologia apre possibilità straordinarie e, al tempo stesso, dilemmi etici e culturali inediti.

È per questo che diventa indispensabile fermarsi e riflettere sul senso e sullo scopo dell’innovazione. E nel testo l’autore invita, appunto, a fermarsi e a riflettere: innovare non significa introdurre nuovi strumenti, ma ridisegnare valori, significati e sistemi. Per innovare è necessario mettere in pratica anche una certa dose di disobbedienza rispetto allo status quo, che è la conditio sine qua non dell’innovazione stessa.

Osserva in merito Maria Cristina Kock, Epistemologa e Filosofa della Scienza: “Prendere atto che il mondo non ‘è’ ma che ciascuno può modellarlo, a seconda di ciò che vede. Porre domande è ciò che ci rende umani e gestori del nostro stesso vivere – nella società e nel fare impresa – assumendone e apprezzandone la responsabilità vitale, perché nuovo non è rinnovare ma fare, mettere al mondo qualcosa di inusitato“.

Imprenditori e CEO consapevoli: spunti da diverse discipline

Il libro si rivolge a imprenditori, manager e C-Level consapevoli e desiderosi di abbracciare l’innovazione e il cambiamento. I lettori potranno trovare nel libro interessanti spunti e stimolanti contaminazioni provenienti da diverse discipline. Filosofia, antropologia dell’innovazione e design convergono in una visione d’insieme per leggere ontologicamente l’innovazione dentro le dinamiche storiche, sociali, economiche e d’impresa.

“La lettura del testo, fin dall’inizio, diventa un viaggio appassionante tra filosofia, antropologia e design, dove ogni l’innovazione si rivela atto di nascita e distruzione insieme: un gesto che apre mondi e ne chiude altri” riporta Marco Bentivogli, Esperto di processi di innovazione.

Gianni Previdi invita il lettore a riconoscere l’innovazione come pratica culturale ed etica, non solo tecnologica, e a riscoprirne la vera essenza: un mix equilibrato di creatività e disobbedienza, indispensabili per incrinare equilibri che rischiano di soffocare il futuro.

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