La Generazione Z sfata il mito dello Smart working
A proposito di futuro, non sono né i Millennial né la Generazione X a volere tornare in presenza. A voler recuperare i rapporti da scrivania a scrivania sono i giovani, quella Generazione Z che, attrezzata con bagagli digitali e competenze da fare invidia, sa molto bene quali siano le opportunità delle relazioni virtuali, ma che […]
A proposito di futuro, non sono né i Millennial né la Generazione X a volere tornare in presenza. A voler recuperare i rapporti da scrivania a scrivania sono i giovani, quella Generazione Z che, attrezzata con bagagli digitali e competenze da fare invidia, sa molto bene quali siano le opportunità delle relazioni virtuali, ma che allo stesso tempo ne conosce i limiti e le insidie.
Tiziana Rosato, People & Organization Officer di Missoni, ha raccolto le testimonianze sia in casa (grazie al figlio 24enne e ai suoi amici, alle prime esperienze di lavoro) sia in azienda: il racconto è stato fatto durante l’evento online Lavorare liquido – Oltre lo Smart working (evento di cui Parole di Management è stato Media Partner) organizzato il 25 marzo 2021 dalla casa editrice ESTE e che ha ospitato la testimonianza di alcuni responsabili del Personale.
Ma non è solo la Generazione Z a fare riflettere. Secondo Rosato, un altro episodio è occasione di discussione: con un nuovo Amministratore Delegato (Livio Proli) e una nuova sede in fase di allestimento in centro a Milano, Missoni ha chiesto la consulenza a uno studio di architettura che ha prospettato una presenza in sede del solo 40% dei dipendenti contemporaneamente. “Su cosa si basa questa proiezione? Se il futuro è andare in ufficio solo per le riunioni, questo impatterà sulla scelta degli spazi”, ipotizza Rosato. Che, tuttavia, ci tiene a sottolineare la contingenza: “Siamo in un contesto di emergenza. E questa non è la normalità”.
Categoria: Ambiente di lavoro, Organizzazione
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