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giovedì, 22 Gennaio, 2026

Riconoscere le emozioni con le domande giuste

Rabbia, paura, disgusto, gioia e tristezza. Per chi ha visto il film d’animazione Inside Out, prodotto da Pixar Animation Studios e Walt Disney Pictures, ognuna di queste emozioni corrisponde a un personaggio che vive nella mente della protagonista della storia, un’adolescente di 11 anni. Il lungometraggio si è ispirato anche al lavoro di ricerca dello […]
1 Aprile 2021
Di: Elisa Marasca
1 Aprile 2021
Rabbia, paura, disgusto, gioia e tristezza. Per chi ha visto il film d’animazione Inside Out, prodotto da Pixar Animation Studios e Walt Disney Pictures, ognuna di queste emozioni corrisponde a un personaggio che vive nella mente della protagonista della storia, un’adolescente di 11 anni. Il lungometraggio si è ispirato anche al lavoro di ricerca dello psicologo statunitense Paul Ekman, che ha permesso di ottenere conoscenze precise su alcune specifiche emozioni e sulla manifestazione universale delle mimiche del volto associate a sette emozioni principali, che oltre a quelle citate sono disprezzo e sorpresa. Ma per quanto le emozioni siano importanti, le conosciamo ancora poco: lo ricorda lo psicologo nella prefazione al libro Il cuore nella mente (ROI Edizioni, 2018), scritto da Diego Ingrassia. L’autore è un coach e formatore specializzato in competenze emotive e Leadership, CEO della società I&G Management. Il libro ha lo scopo di presentare un modello scientifico – l’analisi emotivo comportamentale – che può supportare professionisti e privati nell’osservazione e successiva interpretazione del comportamento umano, consentendo di ridurre gli errori soggettivi di valutazione attraverso una corretta selezione degli elementi più significativi e importanti. Ingrassia ci insegna a riconoscere le emozioni attraverso un’attenta osservazione e l’uso strategico delle domande, e ci fa capire quanto le preziose informazioni che possiamo trarne siano il primo passo per migliorare la nostra competenza emotiva. “Nelle aziende molte volte c’è la tendenza a dire alle persone cosa dovrebbero provare, come la frase ‘non devi avere paura”, ha spiegato Ingrassia. “In realtà già accogliendo le emozioni le risolviamo. Il manager deve potenziare le capacità di ascolto delle persone, e conoscerne il linguaggio: ognuno ha il suo”. Le teorie contenute all’interno del manuale fanno riferimento a studi e ricerche che hanno trovato solide conferme all’interno della comunità scientifica e che traggono origine sia da studi verificati di laboratorio, sia dagli ambienti mutevoli e dinamici che caratterizzano la nostra vita quotidiana. L’osservazione emotivo-comportamentale è strettamente legata al dialogo, per essere sicuri del significato dei segnali che si scambiano. All’interno del libro è presentata, infatti, una metodologia scientifica di ascolto e osservazione della comunicazione verbale e non verbale che consente di evitare i più frequenti errori di valutazione del comportamento e di discriminare tra ciò che è universalmente valido e ciò che invece è più strettamente connesso alle esperienze individuali. Questo manuale rappresenta quindi uno strumento di lavoro per molti professionisti, e allo stesso tempo un viaggio per ampliare la consapevolezza e sviluppare competenze che saranno sempre più richieste nel prossimo futuro.

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