Se l’imprenditore incontra il manager
“Imprenditore” e “manager” sono due parole che spesso creano confusione tra ruoli e confini tra le rispettive aree di attività. Angelo Luigi Marchetti, Amministratore Delegato di Marlegno, e Tiberio Tesi, Presidente e Managing Director di SmartValue management consulting, hanno voluto fare chiarezza con L’imprenditore e il manager. Costruire una sintonia per far crescere le PMI […]
“Imprenditore” e “manager” sono due parole che spesso creano confusione tra ruoli e confini tra le rispettive aree di attività. Angelo Luigi Marchetti, Amministratore Delegato di Marlegno, e Tiberio Tesi, Presidente e Managing Director di SmartValue management consulting, hanno voluto fare chiarezza con L’imprenditore e il manager. Costruire una sintonia per far crescere le PMI (Edizioni ESTE, 2020).
Il libro, è, infatti, il risultato dell’esperienza dell’incontro tra l’imprenditore (Marchetti) e il manager (Tesi). Attraverso l’integrazione delle due prospettive, sono presentate le principali sfide aziendali per le Piccole e medie imprese, come l’evoluzione dei processi organizzativi, il passaggio generazionale, la competizione sempre più allargata, la digitalizzazione, la valorizzazione dei talenti, la resilienza di fronte alle emergenze e alle crisi come quella attuale.
L’incontro tra due punti di vista
Il volume è strutturato come un colloquio tra i due autori, con l’obiettivo di andare oltre l’esperienza personale e raccontare un percorso che riguarda tutte le PMI, che sono la spina dorsale del sistema economico italiano e che oggi si trovano di fronte a grandi sfide. Si parte dalla Cappella Sistina, o meglio, dal compito di affrescare la volta affidato a Michelangelo da Papa Giulio II. Perché richiamare addirittura Michelangelo? Perché per compiere questa impresa, a parte il talento dell’artista, sono servite grandi dosi di creatività, una visione imponente e ambiziosa, una strategia molto accurata e stringente, realistica e puntigliosa, con un flusso di lavoro efficiente che tenesse conto di tutte le variabili e dei tempi di consegna. Le caratteristiche utili per realizzare quest’impresa nel Cinquecento, quindi, sono le stesse che servono oggi a un’azienda per avere successo: la giusta miscela di creatività e rigore, fantasia e forza di volontà, genio e ‘regolatezza’. La prima parte del testo, infatti, spiega l’importanza di unire creatività e rigore, di riconoscere i propri limiti e di come provare a superarli. Ma anche di come imparare a non farsi paralizzare dall’ansia, trasformandola, invece, in una preziosa alleata; e dell’importanza dell’ascolto, soprattutto di quello attivo.Il cambiamento e la crisi come occasioni di crescita
La seconda parte del libro è dedicata alla costruzione di una strategia di business, e cerca di rispondere a queste domande: da dove partire quando si vogliono ristrutturare i processi della propria azienda? Quali sono le priorità da porsi? Dove posizionare gli obiettivi e come fare a valutarne il raggiungimento? Come affrontare un periodo imprevisto e imprevedibile di crisi? Gli autori rispondono anche citando un testo, The 7 habits of highly effective people (in italiano è stato tradotto in Le 7 regole per avere successo), pubblicato negli Stati Uniti nel 1998 e scritto da Stephen Covey, un educatore e un uomo di business, che l’ex Presidente Usa Bill Clinton decise di chiamare alla Casa Bianca per provare ad applicare i principi da lui esposti anche alla sua presidenza. Covey sottolinea l’importanza del cambiamento personale, perché il successo viene dopo: è una conseguenza naturale di una trasformazione individuale. Inoltre, Marchetti e Tesi ricordano che un’impresa di successo è un’orchestra di individui di questo tipo. Il percorso di incontro-confronto tra imprenditore e manager può dirsi completo e produttivo solo se riguarda, a cascata, tutte le persone che danno vita a una azienda. Nell’ultima parte del testo si parla di learning organization, di strategie per migliorare il coinvolgimento – e dunque la produttività – delle persone, di modi migliori per attrarre talenti e attribuirgli il giusto spazio, e di come affrontare le crisi con un ‘equipaggio’ motivato e coeso. Facendo riferimento alla crisi attuale, gli autori ricordano che ogni difficoltà, per quanto dolorosa, può diventare un’occasione di ripensamento profondo e un’opportunità per fare tesoro degli errori e delle debolezze del passato, per ripartire con un nuovo slancio. “Rimbocchiamoci le maniche e rinnoviamo il nostro orizzonte mentale, con ottimismo”. Più che una conclusione è il grande auspicio con cui si conclude il libro.Articoli correlati
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