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Una guida per navigare nel nuovo mondo digitale

Con il dito sullo smartphone possiamo comunicare con il resto del mondo, monitorare i nostri comportamenti, maneggiare dati e trasformarli in informazioni. Dal dito deriva il termine “digitale” che è oggi una parola, un linguaggio, un mondo e un modo di vedere il mondo. Per comprenderlo meglio, il libro Digitalkarma (ESTE, 2021) si presenta come […]
11 Marzo 2021
Di: Elisa Marasca
11 Marzo 2021
Faq, AAQ, Digital transformation
Con il dito sullo smartphone possiamo comunicare con il resto del mondo, monitorare i nostri comportamenti, maneggiare dati e trasformarli in informazioni. Dal dito deriva il termine “digitale” che è oggi una parola, un linguaggio, un mondo e un modo di vedere il mondo. Per comprenderlo meglio, il libro Digitalkarma (ESTE, 2021) si presenta come una conversazione aperta, un invito all’azione, all’esplorazione, alla comprensione per tutti gli aspiranti naviganti nel mare del digitale alla ricerca di una mappa per orientarsi, in una riflessione semiseria sul suo impatto su pensiero, linguaggi, lavoro e progetti. È scritto da Valentina De Matteo, Senior Advisor in Innovazione e Change management e PhD Fellow presso l’Advanced Design Unit dell’Università di Bologna, e da Flaviano Celaschi, membro del comitato scientifico della Casa Editrice ESTE per la rivista Sistemi&Impresa, e Professore Ordinario di Disegno Industriale al Dipartimento DA dell’Università di Bologna, dove ha fondato e dirige l’Advanced Design Unit. Il volume è diviso in quattro parti: si inizia dal pensiero digitale per passare alla parola, all’azione e al “progettare digitale”. Tutte le parti riportano esempi concreti e contributi di esperti, insieme con una scheda di sintesi e una visual map in cui si mettono in evidenza i temi e le riflessioni salienti. Ma prima di approfondire questi elementi, è meglio soffermarsi sul titolo del libro. Per la cultura occidentale “karma” è sinonimo di “destino” e in certi casi si avvicina al concetto di “punizione”, più o meno differita nel tempo, sulla quale l’uomo sembra avere effettivamente un limitato potere di intervento. Come spiega De Matteo, però, “karma” significa tutt’altro: deriva dalla parola sanscrita karman e indica un atto, un’azione e trasmette subito il legame con il principio causa-effetto. Quella concatenazione per cui ogni azione provoca una reazione. “Pensieri, parole e azioni che il digitale ha moltiplicato, accelerato, diffuso, confuso”, scrive l’autrice nella prefazione.

Capire il “qui e ora” nel mondo digitale

Così come il karma è direttamente collegato al principio di causa-effetto, quindi, il digital karma deve fare i conti con una aumentata velocità di innesco di azioni e reazioni che entrano a essere parte della nostra impronta digitale. Per questo, il libro inizia a discutere di digitale in termini di mindset, la mentalità digitale fatta di sviluppo di nuove competenze, nuovi comportamenti, nuovi schemi, nuove regole del gioco. “Pensare, agire, progettare, comunicare, relazionarsi non sono più le stesse azioni che compivamo prima e – rischio che abbiamo deciso di correre – chi legge non capirà cosa abbiamo scritto, forse perché non siamo dei geni isolati, o forse perché sarà mutato nel frattempo il modo di apprendere e capire i fenomeni in cui siamo immersi”, scrive Celaschi. Per l’autore, la più grande dimostrazione dell’utilità del contributo che questo libro può offrire è capire dove siamo nell’onnipresente realtà digitalizzata. “Oggi il digitale non ha più albergo in un luogo e non dimora più in un momento preciso del tempo. Tempo e spazio come concetti scientifici non esistono più e l’effetto di ciò stiamo imparando a vederlo e cerchiamo di organizzarci per comprenderlo”, conclude.

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