La fiducia in azienda si costruisce ogni giorno

Di fiducia si parla spesso nei contesti organizzativi, ma riconoscerne la presenza è meno semplice che dichiararne l’importanza. Si manifesta nei comportamenti quotidiani: nella possibilità di esprimere un’opinione divergente, nel coraggio di ammettere un errore, nella libertà di chiedere aiuto o di sperimentare una soluzione senza il timore di essere giudicati. La fiducia, in altre parole, si misura soprattutto quando le persone possono mostrarsi per quello che sono, comprese le proprie incertezze.
È una dimensione che riguarda da vicino il rapporto tra capi e collaboratori. Come osserva Cecilia Mengoni, Human Resources Director di Gruppo Felsineo, la fiducia consente alle persone di far accadere le cose. Perché questo avvenga, il responsabile deve essere disposto a concederla anche prima che il collaboratore abbia dimostrato di meritarla. Una scelta che richiede coraggio, perché significa lasciare spazio all’autonomia e accettare che non tutto possa essere controllato. La fiducia, inoltre, è reciproca: non riguarda soltanto quella che il capo ripone nei collaboratori, ma anche quella che l’azienda deve saper conquistare.
A costruirla contribuiscono gesti concreti. Rebecca Milone e Priscilla Balzarotti di Nazca richiamano l’importanza dell’ascolto, della vicinanza e della capacità di riconoscere le persone oltre il ruolo che ricoprono. Una leadership distante e autoreferenziale, che non conosce davvero chi lavora nell’organizzazione, rischia invece di alimentare sfiducia. Anche Massimiliano Riva, HR Site Head – Manufacturing Plant di Bayer, sottolinea il valore dell’ascolto delle opinioni diverse e della possibilità di sperimentare: un capo capace di generare fiducia non cerca soltanto conferme, ma lascia spazio a prospettive e tentativi.
Per Libera Anna Insalata, Human Resources Director di Swegon Group, la fiducia è ‘l’infrastruttura che regge l’azienda‘: sostiene le relazioni, il business, i processi e le modalità di lavoro. Il responsabile che sa costruirla è quello che ascolta e sposta l’attenzione dai propri obiettivi a quelli comuni, mantenendo al centro lo sviluppo delle persone. Anche la possibilità di misurare un elemento apparentemente intangibile come la fiducia passa, secondo Insalata, da indicatori indiretti: la performance, il benessere dell’organizzazione, l’autenticità e la qualità dei rapporti.
C’è poi una componente spesso trascurata: la vulnerabilità. Per Michela Trentin, CEO di MTC Consulting, la fiducia si riconosce quando le persone possono manifestare dubbi e paure, senza temere ritorsioni o di essere considerate inadeguate. È un passaggio importante, perché un’organizzazione in cui si ha paura di parlare tende a nascondere problemi e criticità proprio quando avrebbe più bisogno di farli emergere. La sicurezza di potersi esprimere diventa così una condizione per imparare, collaborare e affrontare gli errori.

Queste riflessioni nascono dalle testimonianze raccolte da Persone&Conoscenze durante il l’evento Il Convivio – Human Tech, tenutosi a Milano il 23 settembre 2026, occasione di incontro e confronto tra professionisti del mondo HR. Opinioni ed esperienze diverse convergono su un elemento: la fiducia non è una competenza da attribuire esclusivamente ai singoli manager né un valore da inserire nei documenti aziendali. Dipende dalla coerenza tra ciò che l’impresa dichiara e ciò che le persone sperimentano: nelle relazioni con i responsabili, nelle modalità con cui vengono prese le decisioni, nella gestione degli errori e nel riconoscimento del contributo individuale.
Per costruirla servono tempo e continuità. E soprattutto la disponibilità a rinunciare a una parte del controllo per lasciare spazio alla responsabilità. Perché un’organizzazione fondata sulla fiducia non è quella in cui tutti sono sempre d’accordo, ma quella in cui è possibile confrontarsi, dissentire e agire senza dover prima mettere al riparo sé stessi. È proprio alla fiducia che sarà dedicato il prossimo Convivio di Persone&Conoscenze – La Fiducia: l’infrastruttura delle organizzazioni, in programma giovedì 4 febbraio 2027 a Milano. Un nuovo momento di confronto per approfondire un tema che attraversa le relazioni professionali e incide direttamente sulla capacità delle organizzazioni di lavorare, collaborare e crescere.
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