Gestire l’adolescenza sospesa
L’Italia non è un Paese per giovani. Ragazzi e ragazze stanno pagando le conseguenze che derivano dalla brusca interruzione delle loro abitudini, in un momento tanto delicato quanto fondamentale del loro sviluppo individuale e sociale. Questo fenomeno di stasi ha un nome: si chiama “adolescenza sospesa” ed è l’effetto dell’imposizione del distanziamento sociale e delle […]

L’Italia non è un Paese per giovani. Ragazzi e ragazze stanno pagando le conseguenze che derivano dalla brusca interruzione delle loro abitudini, in un momento tanto delicato quanto fondamentale del loro sviluppo individuale e sociale. Questo fenomeno di stasi ha un nome: si chiama “adolescenza sospesa” ed è l’effetto dell’imposizione del distanziamento sociale e delle misure di restrizione dovuti alla pandemia da Covid-19.
È così che, il periodo incerto, composto dalla didattica a distanza (Dad) e dall’alternarsi di lezioni tra scuola e casa, ha visto anche un’intensa diffusione di episodi di autolesionismo, abuso di sostanze stupefacenti, alcolici, antidepressivi e medicinali in generale, ma anche esplosioni di violenza organizzata.
Alla base di questo, ritroviamo un rallentamento nel percorso di crescita culturale, educativo e professionale. Sempre più in solitudine, con la mancanza di spazi di condivisione, i ragazzi sognano un futuro lavorativo con difficoltà; i risvolti negativi sono infatti destinati a ripercuotersi sul passaggio al mondo del lavoro che, per quella che viene definita “generazione sospesa” (che non sarà più identificata, probabilmente, come Generazione Z, quella successiva ai Millennial), è destinato a rappresentare uno scoglio difficile da sormontare.
In questo scenario, la politica e la società hanno avuto difficoltà a gestire le complessità di un mondo in divenire: si sono mossi in ritardo e si sono limitati ad affrontare il problema focalizzandosi soltanto sul rapporto tra la Dad e le lezioni in presenza e tenendo poco in considerazione il disagio emotivo percepito dalla mancata socialità.
Un movimento per includere i ragazzi
Il Laboratorio Adolescenza, un’associazione no profit che raccoglie psicologi, sociologi, medici e pediatri, insegnanti, giornalisti, genitori e quanti si occupano professionalmente di adolescenza, e Mediatyche, agenzia di comunicazione che si occupa di sostenibilità, hanno organizzato il convegno in streaming dal titolo Adolescenti senza ristori, in programma il 23 aprile 2021, dalle ore 11.30 alle ore 13. All’evento partecipano politici, imprenditori, psicologi, giornalisti e docenti universitari per discutere delle possibili soluzioni da adottare per includere nuovamente una generazione smarrita all’interno del tessuto sociale e produttivo italiano. PER REGISTRARSI ALL’EVENTO CLICCARE SUL LINK Coordinato da Massimo Tafi, Founder di Mediatyche, e Maurizio Tucci, Presidente di Laboratorio Adolescenza, partecipano all’incontro Susy Matrisciano, Presidente della Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato; Carlo Robiglio, Presidente di Piccola Industria e Vicepresidente Confindustria; Carlo Altomonte, Economista, Docente Università Bocconi e Consigliere Economico del Governo per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; Carlo Buzzi, Sociologo, Docente Università degli Studi di Trento; Gianna Fregonara, Responsabile Settore Scuola-università del Corriere della Sera; Adelia Lucattini, Psicoanalista dell’età evolutiva, Psichiatra e Farmacologa; Fulvio Scaparro, Psicologo e Docente Università Statale di Milano. Il webinar si propone di presentare, in anteprima, alcuni dati estratti dall’indagine nazionale annuale sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia, realizzata dal Laboratorio Adolescenza e dall’Istituto di Ricerca Iard. La ricerca fa emergere che nell’ultimo anno si sono sensibilmente aggravati diversi comportamenti negativi, l’alimentazione è divenuta sregolata, le ore quotidiane di sonno sono diminuite (e diminuiscono sempre più), così come si è ridotta l’attività fisico motoria in una popolazione – quale quella degli adolescenti italiani – già normalmente poco incline a sport e movimento. L’indagine è ancora in corso, ma i dati, seppur provvisori, sono già ben consolidati e verranno approfonditi e contestualizzati con le tematiche inerenti nel corso dell’evento.Categoria: Scenari macroeconomici
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