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giovedì, 11 Giugno, 2026

Manifattura

Industria, Orsini le suona all’Ue

All’Assemblea Generale degli industriali, il Presidente attacca la burocrazia europea. E fissa l’agenda per la crescita dell’Italia affinché il Paese resti ai vertici della manifattura. Serve agire su: energia, crescita dimensionale delle PMI, contratti di sviluppo e innovazione, semplificazioni e riforma della 231, risorse adeguate.
27 Maggio 2026
Di: Redazione
27 Maggio 2026
Assemblea_Confindustria

Confindustria alza la voce con l’Unione europea. Dal centro congressi dell’Eur – la Nuvola firmata da Massimiliano Fuksas – Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, non le ha mandate a dire all’Ue, pur dicendo di “credere nell’Europa”: “Bruxelles non ha chiaro che cosa significhi competitività”, ha tuonato dall’Assemblea Generale di Confindustria, davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (mancava dal 2023), alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, numerosi Ministri e la platea di imprenditori.

LEGGI L’INTERVENTO INTEGRALE DI EMANUELE ORSINI ALL’ASSEMBLEA DI CONFINDUSTRIA

In particolare, Orsini ha parlato di una burocrazia europea “lunare” che mette sotto scacco le istituzioni del Vecchio Continente. E come esempio ha citato le 72 condizioni poste dalla Commissione Ue per il via libera al decreto Bollette, definendole come “l’ultima conferma” della sua tesi. Per questo ha lanciato l’appello: “Fermatela!”.

Orsini ha poi ribadito l’importanza dell’imprenditoria italiana, ricordando come il nostro Paese è ancora al secondo posto per la Manifattura in Europa, ma c’è un forte rischio per l’Italia (così pure per l’Europa) di perdere pezzi della nostra industria e quindi anche “milioni di posti di lavoro” a causa degli sconvolgimenti geopolitici. Alla luce di tutto questo, ha spiegato che l’Europa deve lavorare su tre questioni: l’energia (realizzando un mercato unico, ma anche investendo in nuove infrastrutture), il debito comune per gli investimenti strategici e rendere i capitali più accessibili alle imprese.

Secondo il numero uno degli industriali, queste leve sono prioritarie per immaginarsi la crescita dell’Italia. E a proposito di crescita, Orsini ha spiegato che è necessario arrivare al 2% annuo, visto che la media del nostro Paese degli ultimi 25 anni è stata dello 0,4% a fronte di crescite dell’1,4% dell’Ue, del 2,1% degli Usa e dell’8% della Cina. In questo caso, il Presidente di Confindustria ha indicato cinque leve per raggiungere l’obiettivo italiano: energia, crescita dimensionale delle PMI, contratti di sviluppo e innovazione, semplificazioni e riforma della 231, risorse adeguate. Per agire su questi aspetti, Orsini ha lanciato richieste al Governo (per esempio per ampliare a software e cloud i vantaggi dell’Iperammortamento), ma anche ai sindacati, in particolare per affrontare la questione salariale. Ora non resta che… mettere in pratica le parole.

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