Varato (e già stoppato) il Piano per digitalizzare l’Italia
L’innovazione e la digitalizzazione sono le leve di sviluppo dell’industria e dell’economia italiana. Non solo: “Devono far parte di una riforma strutturale dello Stato che promuova più democrazia, uguaglianza, etica, giustizia e inclusione e generi una crescita sostenibile nel rispetto nostro Pianeta”. Si apre così il documento di presentazione del Piano Nazionale 2025. Strategia per […]

L’innovazione e la digitalizzazione sono le leve di sviluppo dell’industria e dell’economia italiana. Non solo: “Devono far parte di una riforma strutturale dello Stato che promuova più democrazia, uguaglianza, etica, giustizia e inclusione e generi una crescita sostenibile nel rispetto nostro Pianeta”. Si apre così il documento di presentazione del Piano Nazionale 2025. Strategia per l’innovazione tecnologica e digitale del Paese.
Un documento che, per ora, è destinato a rimanere tale. Il Partito Democratico (forza di Governo) e Italia Viva hanno infatti espresso contrarietà al testo, che tra le altre cose sarebbe stato scritto con il contributo di Davide Casaleggio, figlio del fondatore del Movimento 5 stelle Gianroberto Casaleggio.
Il Mnistro dei Beni Culturali, Dario Franceschini (Pd), ha spiegato che “non c’erano le condizioni per approvare in Consiglio dei ministri il Piano per l’innovazione digitale. C’è bisogno di un approfondimento e le norme, frutto di un’intesa nella maggioranza, potranno essere inserite in un emendamento in sede di conversione del decreto”.
Digitalizzazione, innovazione e sostenibilità
In attesa che la situazione si sblocchi, resta un dato di fatto la presentazione del Piano che ha obiettivi ambiziosi. Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione (MID), Paola Pisano, ha illustrato a Roma la visione e la strategia che guideranno lo sviluppo tecnologico, inclusivo e sostenibile dell’Italia nei prossimi anni. Partendo dagli Obiettivi di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, il Piano si pone tre sfide principali: la digitalizzazione della società; l’innovazione del Paese; lo sviluppo sostenibile ed etico della società nel suo complesso. Per raggiungere questi obiettivi, il MID si propone di realizzare 20 azioni concrete che rappresentano un punto di partenza per l’attuazione efficace del piano strategico. Queste azioni saranno verificate e aggiornate ogni quattro mesi, sulla piattaforma partecipativa della Pubblica amministrazione (ParteciPa) dove chiunque può dare il proprio contributo proponendo progetti e iniziative nella direzione del Piano strategico.Dialogo con gli enti territoriali per un’azione comune
L’obiettivo è ambizioso: la trasformazione strutturale e radicale dell’Italia dal punto di vista delle infrastrutture digitali, dei servizi della Pubblica amministrazione e della collaborazione tra pubblico e privato per generare innovazione. I lavori saranno coordinati da una cabina di regia istituita con gli altri ministeri e attraverso il dialogo con gli enti territoriali (Comuni e Regioni), le agenzie centrali, locali e i soggetti privati All’interno della cabina di regia sono state create task force verticali che si occupano di realizzare azioni specifiche del piano strategico. I fondi di finanziamento sono quelli destinati all’innovazione nella Manovra di Bilancio, a cui si aggiungono i fondi (non ancora impegnati) dei programmi nazionali ed europei e quelli di nuova programmazione da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica.Categoria: Scenari macroeconomici
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