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martedì, 9 Giugno, 2026

Change management, pianificare il successo o l’insuccesso?

Il cambiamento può condurre al successo se governato e pianificato. Si traduce, infatti, in un percorso articolato, che richiede la partecipazione di diversi attori dell’ecosistema aziendale, e ha un forte impatto sulle abitudini consolidate che, in questo contesto, sono messe in discussione. Accompagnare l’organizzazione e le persone verso nuovi obiettivi è un aspetto delicato, soprattutto […]
22 Dicembre 2022
Di: Redazione
22 Dicembre 2022
Change management
Il cambiamento può condurre al successo se governato e pianificato. Si traduce, infatti, in un percorso articolato, che richiede la partecipazione di diversi attori dell’ecosistema aziendale, e ha un forte impatto sulle abitudini consolidate che, in questo contesto, sono messe in discussione. Accompagnare l’organizzazione e le persone verso nuovi obiettivi è un aspetto delicato, soprattutto nel caso in cui si auspica all’innovazione, introducendo le nuove tecnologie e iniziando un processo di trasformazione digitale. La gestione del cambiamento è, dunque, un tema fondamentale per le aziende e da non trascurare in un processo di evoluzione. Quando si decide di intraprendere un percorso simile, occorre dedicare tempo alla progettazione del Change management per prendere confidenza con i nuovi processi e avvicinarsi a nuovi modus operandi. A questo proposito, serve che l’organizzazione comunichi le intenzioni in maniera efficace e trasparente per evitare i blocchi e le resistenze del contesto aziendale. A illustrare i pilastri fondamentali per agevolare la transizione da un assetto corrente a uno desiderato, evitando il rischio di fallire, è Paola Pomi, CEO di Sinfo One, software house di Parma che vanta quasi 40 anni di esperienza nella consulenza e realizzazione di sistemi gestionali per aziende. “Spesso si sceglie l’auto, con tutti gli optional, ma si sottovaluta la scelta del pilota e del navigatore”, dice Pomi. Questo può condurre al mancato raggiungimento dell’obiettivo; infatti, le cause del fallimento di un progetto Enterprise resource planning (ERP) spesso non sono imputabili alla tecnologia scelta, ma sono di altra natura, come per esempio: una pianificazione sbagliata (un aspetto decisivo per raggiungere il successo); obiettivi di progetto legati al presente e non considerati sul medio-lungo termine; la scelta di un system integrator inadeguato. Lo racconta Pomi, specificando che non bisogna forzare un’implementazione o stravolgere i processi soltanto per adattarli allo strumento. “Se fallisci nel pianificare, stai pianificando il tuo insuccesso”, è la tesi di Pomi. Per la buona riuscita di un progetto di implementazione ERP, occorre considerarlo non come qualcosa di tecnico, perché si tratta invece di un programma che modifica gli assetti organizzativi, i processi e l’approccio al lavoro. Ecco perché è importante comunicare a tutti i settori il cambiamento in atto, selezionare gli utenti principali coinvolti e formarli, nell’ottica di portare un impatto positivo diffuso sull’intera struttura aziendale.  

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