Siamo uomini o lavoratori?
Dopo la pandemia molte persone hanno deciso di dedicarsi maggiormente alla loro vita privata, facendo il minimo indispensabile in ufficio. Questo fenomeno è stato definito “quiet quitting”, ovvero abbandono silenzioso e ha trovato un’efficace cassa di risonanza sulla piattaforma social Tik Tok, come si legge in un’analisi proposta dalla Bbc. In un video pubblicato dall’emittente […]

Dopo la pandemia molte persone hanno deciso di dedicarsi maggiormente alla loro vita privata, facendo il minimo indispensabile in ufficio. Questo fenomeno è stato definito “quiet quitting”, ovvero abbandono silenzioso e ha trovato un’efficace cassa di risonanza sulla piattaforma social Tik Tok, come si legge in un’analisi proposta dalla Bbc. In un video pubblicato dall’emittente britannica e postato a luglio 2022 dall’utente @zkchillin – poi diventato virale con 3,5 milioni di visualizzazioni – si sottolineava che il valore di un individuo non dipende dal lavoro e che, nonostante in molti scelgano di non licenziarsi, sempre più persone abbandonano l’idea di dare la priorità agli impegni lavorativi.
In realtà il concetto di quiet quitting non è nuovo, ma la recente diffusione sui social lo ha riportato alla ribalta sui mass media. La volontà di rallentare e di fare solo l’indispensabile è, infatti, un fenomeno che si è sempre verificato tra i lavoratori insoddisfatti e ha avuto altri nomi come “disimpegno” o “negligenza”. Tuttavia secondo Anthony Klotz, Professore Associato alla Scuola di Management dell’Università di Londra, la questione è tornata a riscuotere un grande successo a causa delle conseguenze della pandemia, che ha contribuito a mettere in primo piano il benessere mentale delle persone, dopo averlo messo a dura prova.
Poca attenzione delle aziende al benessere dei lavoratori
In altre parole chi abbandona silenziosamente l’idea di mettere il lavoro al centro della vita, vuole evitare in tutti i modi il burnout, ovvero il forte stress causato dall’attività professionale; il tutto con l’obiettivo di dare più significato ad altri aspetti della vita, che invece favoriscono serenità e salute. Le persone, è opportuno evidenziarlo, lamentano la mancanza di un’adeguata attenzione da parte delle aziende al benessere dei loro dipendenti. Secondo i dati della società di consulenza Gallup, infatti, solo il 21% dei 15mila lavoratori statunitensi intervistati nell’ambito di una survey ritiene che la propria organizzazione si preoccupi di questi aspetti. Ad acuire ulteriormente il sentimento di insoddisfazione ha contribuito inoltre l’attuale aumento dell’inflazione, la percezione di non guadagnare abbastanza e le difficoltà economiche derivate. Tuttavia sarebbe sbagliato pensare che il fenomeno dell’abbandono silenzioso del lavoro sia il risultato della voglia di abbandonare definitivamente il posto di lavoro. Si tratta, secondo i beninformati, di una marcata insofferenza per lunghe giornate passate in ufficio, per straordinari non pagati in modo adeguato o per la necessità di dover essere reperibili anche al di fuori dell’orario lavorativo. In sostanza le persone non vogliono rinunciare a una carriera lavorativa, vogliono solo mettere paletti ben definiti, in modo da riuscire ad avere una vita privata ricca, sana e stimolante al di fuori dell’azienda.Articoli correlati

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