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Orari più flessibili, possibilità di lavorare da remoto, performance valutate sulla base dei risultati raggiunti e non del tempo trascorso in ufficio hanno reso indispensabile, per molte organizzazioni, l’implementazione di strategie in grado di valorizzare il coinvolgimento delle persone per farle sentire parte di un progetto comune, anche a distanza. Se ben progettata, la comunicazione […]

Orari più flessibili, possibilità di lavorare da remoto, performance valutate sulla base dei risultati raggiunti e non del tempo trascorso in ufficio hanno reso indispensabile, per molte organizzazioni, l’implementazione di strategie in grado di valorizzare il coinvolgimento delle persone per farle sentire parte di un progetto comune, anche a distanza. Se ben progettata, la comunicazione interna può rappresentare un valido alleato per raggiungere questi obiettivi.
I dati lo confermano: secondo un’indagine condotta recentemente dalla società di analisi e consulenza Gallup, negli Stati Uniti, le imprese che hanno piani di Employee engagement efficacemente supportati dagli aspetti di comunicazione possono contare su migliori livelli di produttività (+21%) e di profittabilità (+22%) rispetto alle altre. Una delle sfide più grandi che la pandemia ci ha lasciato in eredità è, infatti, l’engagement delle risorse, sia dal punto di vista del turnover sia in termini di formazione delle persone che hanno bisogno di essere costantemente informate sui processi, sugli obiettivi e sui progetti futuri.
L’espressione “comunicazione interna”, però, non rimanda soltanto all’invio di newsletter periodiche o all’organizzazione di incontri ed eventi, ma ha l’obiettivo di aumentare realmente il coinvolgimento dei dipendenti. Quella esterna, invece, è volta a migliorare l’esperienza dei clienti.
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L’articolo integrale è pubblicato sul numero di Marzo-Aprile 2022 di Persone&Conoscenze.
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Categoria: Risorse Umane, Formazione
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