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martedì, 6 Ottobre, 2026

Ora et labora… in fabbrica

Una presenza discreta, ma costante. Sono i sacerdoti nei luoghi di lavoro, o meglio i cappellani del lavoro. Una figura resa ufficiale nel 1943, inserita poi nella Fondazione di assistenza religiosa morale operai (Armo), che ora comprende 10 sacerdoti. Il giornalista Rai Enzo Melillo ha raccolto le loro storie nel libro Quel prete che viene […]
26 Marzo 2021
Di: Elisa Marasca
26 Marzo 2021
Prete_azienda
Una presenza discreta, ma costante. Sono i sacerdoti nei luoghi di lavoro, o meglio i cappellani del lavoro. Una figura resa ufficiale nel 1943, inserita poi nella Fondazione di assistenza religiosa morale operai (Armo), che ora comprende 10 sacerdoti. Il giornalista Rai Enzo Melillo ha raccolto le loro storie nel libro Quel prete che viene in azienda. I cappellani del lavoro genovesi, un’esperienza unica in Italia (San Paolo, 2021). La Chiesa e il mondo delle aziende sembrano infatti due realtà distanti, ma i sacerdoti genovesi, che nelle imprese parlano a credenti e non credenti, rappresentano un esempio di collaborazione unico in Italia. Questo libro-intervista raccoglie i loro racconti, insieme con le testimonianze di figure laiche che hanno conosciuto questo servizio (non pagato dalle aziende, ma supportato dalle diocesi di provenienza dei sacerdoti). Come racconta Melillo nell’introduzione, in altre regioni d’Italia i cappellani di fabbrica in passato erano stipendiati direttamente dalle aziende per la loro opera sacerdotale oppure, soprattutto negli Anni 60, vi lavoravano come operai. A Genova, invece, sono inseriti in un’organizzazione strutturata come Armo, senza scopo di lucro, che Luigi Molinari dirige dal 1976. Il segretario della Fondazione è don Mario Passeri, genovese, nato nel 1964 e diventato sacerdote dopo aver concluso gli studi universitari in Ingegneria. Passeri presta servizio presso molte aziende di grandi dimensioni e si avvicina a tutti i componenti aziendali: vertici, base, sindacati. Racconta che in questo modo ha un ritratto del mondo molto più ampio di quello fornito dalla realtà parrocchiale. “L’importante è saper ascoltare e non giudicare”, è il suo mantra. Il collegamento radicato con il mondo del lavoro ha contribuito, negli anni, a mettere la Chiesa genovese in condizioni di svolgere un ruolo di mediazione nelle varie situazioni di crisi industriale. Due esempi su tutti: l’opera dietro le quinte che ha favorito l’accordo di programma per le Acciaierie di Cornigliano nel 2005 e il sostegno nella lotta che nel 2011 scongiurò la chiusura dello stabilimento della Fincantieri di Sestri Ponente. “Leggere queste pagine non è solo ripercorrere pezzo di storia che non finisce, ma anche ravvivare la vicinanza dei sacerdoti genovesi alla moltitudine di persone che lavorano per le proprie famiglie, per esprimere se stessi, per sviluppare la città e per essere parte viva di Genova e del Paese”, ha scritto nella prefazione il cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo Emerito di Genova.

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