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giovedì, 22 Gennaio, 2026

Nuove professioni

Se l’AI si rivolta il Killswitch engineer staccherà la spina

È una delle nuove professioni generate dalla tecnologia. Ma non è l’unica. Altro che perdita di lavoro: ci sarà sempre bisogno di persone che lavorano. Per mansioni diverse da quelle che conosciamo.
23 Dicembre 2025
Di: Ilaria Mariotti
23 Dicembre 2025
Killswitch_engineer

C’è qualcosa che dovrebbero sapere tutti i pessimisti sul tema dell’Intelligenza Artificiale (AI): non c’è alcuna catastrofe in vista. Non si realizzerà quello scenario che in tanti temono, ovvero la distruzione della maggior parte dei posti di lavoro. Anzi, proprio il contrario: l’AI sta creando non solo più mansioni, ma proprio più posizioni lavorative. Mettendo al centro le competenze umane, sempre più irrinunciabili. Anche se è incontrovertibile un’altra verità. E cioè che l’AI farà sparire gli addetti alle operazioni più meccaniche e renderà ognuno di noi focalizzato solo sulle attività di valore. 

Come sta cambiando il contesto lo ha spiegato una analisi della società di consulenza finanziaria Vanguard. I salari reali sono cresciuti del 3,8% nei posti di lavoro con maggiore esposizione all’AI tra il secondo trimestre del 2023 e il secondo trimestre del 2025. Nel resto delle occupazioni si è saliti solo dello 0,7%. Lo stesso vale per l’occupazione, cresciuta nell’ambito AI dell’1,7%, in contrasto con il generale +0,8%. 

Il mercato è in trasformazione

C’è stato poi un annuncio di lavoro nel 2025 che è diventato famoso perché davvero ai limiti del fantascientifico. Lo ha riportato l’Economist: si tratta della figura del “killswitch engineer“, ovvero una persona ricercata per un unico compito, cioè monitorare la stanza dei server ed eventualmente staccarli qualora si rivoltassero contro l’umanità. Basta fare una ricerca su Internet per scoprire che il ruolo esiste veramente. Il quadro allora, al di là delle situazioni più estreme, si fa più chiaro: non si potrà mai fare a meno del tutto delle competenze degli uomini. 

Un esempio renderà tutto ancora più evidente. Basta pensare agli iPhone della prima ora: il device appena lanciato diede vita a una nuova era basata sull’economia delle App, fioccate a dismisura. E con queste una serie di nuovi lavori mai visti prima. Ma andando ancora più nel pratico, un’idea si può trarre anche dagli stessi data center, che devono essere costruiti e qualcuno lo sta già facendo. Quindi anche in questo campo non si verificano i tanto temuti licenziamenti bensì assunzioni.

Le competenze umane 

L’automazione è sempre esistita per secoli e i lavori ancora esistono”, aveva scritto un economista già nel 2018. E sembra un’affermazione fondata. Si sta solo assistendo a una trasformazione. Serviranno nuovi professionisti. Con l’avvento dei tutor AI, per esempio, sarà necessario personale in grado di addestrarli e inserirli nelle organizzazioni. Con queste premesse non arriverà mai il momento in cui l’essere umano sarà scalzato perché anche quando le macchine saranno super specializzate servirà sempre qualcuno che le indirizzi. 

E poi c’è un punto che nessuno coglie, come ha sottolineato il Co-CEO della piattaforma Box, Aaron Levie. La domanda di software è cresciuta perché lo sviluppo è diventato più veloce e meno costoso. “Se la spesa si abbassa allora si avrà 10 volte in più l’utilizzo di quello stesso software, e questa è la parte che tutti sottovalutano”. Concludendo: “Chi preconizza la distruzione di massa dell’occupazione sarà smentito”. 

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