Alberto_Bertone

Bertone di Acqua Sant’Anna ci mette i soldi (e la faccia)

È un momento particolarmente complesso quello che stiamo vivendo: il contesto storico in cui siamo immersi ci costringe a fare i conti con l’aumento generalizzato dei prezzi causato da vari fattori, non ultimo l’impennata dell’inflazione. Per tamponare la situazione e offrire un po’ di ristoro a fronte dei rincari e del costo della vita, il Governo ha varato di recente il provvedimento per erogare a varie categorie di persone 200 euro nel mese di luglio (sono esclusi coloro che hanno un imponibile superiore a 35mila euro).

Ma c’è chi ha scelto di offrire un aiuto ancor più consistente, ritrovandosi, di fatto, a intervenire laddove lo Stato non è ormai più in grado di agire. Invece di inseguire un guadagno nel breve periodo, alcune aziende, dando concretezza allo spirito imprenditoriale che dovrebbe assicurare il benessere di tutti gli stakeholder, sono intervenute con sostegni per il personale di valore nettamente superiore a quello messo a disposizione dall’Esecutivo. L’ultimo caso è quello di Acqua Sant’Anna: l’azienda piemontese ha dato a tutti i suoi 200 dipendenti un bonus che consiste in una mensilità aggiuntiva di stipendio, con l’obiettivo di innescare un meccanismo virtuoso per promuovere una maggiore fiducia nella capacità di spesa per i prossimi mesi.

E giusto per far capire la portata dell’iniziativa, si consideri che l’erogazione del bonus è avvenuta nonostante alcune difficoltà dell’azienda: è noto che l’anidride carbonica è sempre più cara e meno reperibile, tanto che il Gruppo è stato costretto a fermare le linee di produzione dell’acqua gassata e delle bevande frizzanti, che valgono circa il 30% della produzione. A questo aspetto, poi, si è aggiunto il forte aumento del prezzo della plastica e quello dell’energia che si traducono anche nel rincaro per i consumatori.

Una mensilità in più contro il caro-vita

Un po’ come già successo su questioni come Sanità, Istruzione e Previdenza, temi al centro degli sgravi legati al welfare aziendale, ora tocca di nuovo alle aziende tamponare una falla – l’aumento generalizzato dei prezzi – su cui lo Stato si scopre in difficoltà. E non è certo scontato questo atteggiamento da parte delle imprese, tanto che sono noti i casi di organizzazioni che in questa situazione hanno preferito tutelare gli shareholder, in barba alla tanto osannata sostenibilità che, evidentemente, per qualcuno si riduce alla piantumazione di qualche albero per lavarsi la coscienza.

“Pensavo da molto tempo a come ringraziare i nostri lavoratori per l’impegno mostrato in questi anni particolarmente critici: non volevo dare un premio, ma un aiuto concreto a tutti i dipendenti che si trovano a fare la spesa con prezzi raddoppiati e con stipendi invariati, commenta in esclusiva con Parole di Management Bertone, già ospitato in passato sui canali della casa editrice ESTE per raccontare il ciclo produttivo delle acque minerali. “Se da un lato, in una situazione che vede un forte incremento dei costi di produzione, è giusto che le imprese della grande distribuzione riconoscano questi aumenti, dall’altro è però altrettanto importante andare incontro in qualche modo alle difficoltà dei consumatori”.

A dimostrazione del profondo senso imprenditoriale del vertice di Acqua Sant’Anna c’è anche la modalità con cui Bertone ha corrisposto il bonus: “L’ho fatto senza avvertire preventivamente nessuno, mi sono fatto stampare le buste paga e sono andato personalmente da tutti i dipendenti”. Un gesto che fa ritornare alla mente quella classe dirigente di cui si credevano perse le tracce: “Noi imprenditori, ma in generale vale per tutti coloro che hanno dipendenti, dobbiamo riconoscere a chi lavora per noi un aumento, in modo da dare un aiuto in questo momento complesso. Ecco perché ho deciso di dare a tutti una mensilità in più”.

Soddisfare le necessità di persone e territorio

L’iniziativa di Acqua Sant’Anna è solo un tassello di una visione aziendale più ampia che pone al centro le persone e il loro contributo alla crescita aziendale. “Abbiamo un ottimo rapporto con tutti i nostri 200 dipendenti, che per noi sono importantissimi; i collaboratori sono la risorsa principale di ogni azienda, per questo ho voluto ribadire ulteriormente il valore che rappresentano”, continua Bertone. Anche da queste parole si comprende come, nella filosofia dell’imprenditore, più dell’inseguimento del profitto c’è l’interesse di andare concretamente incontro ai bisogni delle persone, con ricadute positive anche per il territorio: “Sicuramente i soldi del bonus saranno spesi nella zona contribuendo a dare un aiuto concreto a tante famiglie”, è la sua tesi.

L’auspicio, sottolinea il Presidente di Acqua Sant’Anna, è ora far sì che le iniziative di questo tipo siano replicate il più possibile: “Ci sono tanti imprenditori che mi stanno scrivendo perché vorrebbero fare la stessa cosa. Questo è importante, perché se un’azienda è in salute allora è giusto che si premino le persone che contribuiscono quotidianamente al suo successo. In questo senso uno strumento che potrebbe aiutare le imprese è sicuramente la detassazione, da parte dello Stato, di questi premi”. Ma su questi aspetti, ancora una volta, i governanti tacciono. Per fortuna ci sono segnali di possibili redenzione che vengono da chi il Paese lo manda avanti sul serio.

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