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Fare business nella carenza di competenze

Da quando la pandemia si è diffusa in tutto il Pianeta, molto è cambiato nel mondo del lavoro. Per necessità è stato fatto un enorme esperimento mondiale in tema di Remote working e lavoro ibrido, che, a due anni dall’inizio dell’emergenza economica, non è ancora finito. Ma, soprattutto, le aziende sono state costrette ad affrontare condizioni economiche che minacciavano la loro stessa esistenza e hanno dovuto imparare ad adattarsi a scenari in continua evoluzione. In questo contesto, nel 2021 l’87% dei datori di lavoro ha dichiarato che la propria azienda ha reagito efficacemente alla pandemia, contro il 76% dei dipendenti. Lo rivela il nostro recente studio dal titolo Global Skills Research Report che ha coinvolto 815 manager di aziende di dimensioni e settori diversi provenienti da Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), Asia, Pacifico e Nord America, insieme con 1.800 dipendenti delle stesse regioni. L’obiettivo era scoprire le soluzioni proposte dalle aziende più efficienti e brillanti davanti alle sfide presenti e future.

Che cosa influisce sul giudizio della gestione della pandemia da parte delle aziende? È una questione di fiducia. Lo studio dimostra che mettere le competenze al centro della strategia di gestione del personale è il modo più sicuro per creare un organico di successo e duraturo. Il divario di fiducia, infatti, non è uguale in tutte le organizzazioni: più c’è concordanza – tra vertice e resto dell’azienda – sul fatto che il management dia priorità alle opportunità di sviluppo delle competenze di qualità, più l’impresa tende ad avere successo.

Nelle aziende definite “ad alto rendimento” presenti nella ricerca risulta, infatti, una differenza dello 0% tra la percezione dei datori di lavoro e quella dei dipendenti. Queste organizzazioni investono sullo sviluppo delle skill come la leadership, ma pure sulla mobilità interna, sul coinvolgimento dei dipendenti e sulla fidelizzazione; inoltre puntano alla qualità delle assunzioni, alla diversità e all’inclusione.

Definire le priorità nelle competenze

Il 69% delle aziende a livello globale, da quanto è emerso dallo studio, sta aumentando gli investimenti nello sviluppo di abilità per le proprie persone. L’Italia è in linea con queste cifre, dato che il 64% dei datori di lavoro ha dichiarato di aspettarsi, entro la fine del 2022 (qualcuno l’ha già riscontrato), un’attenzione prioritaria alla formazione, mentre solo il 12% ritiene che questo non si verifichi prima di cinque anni.

La ricerca ha indagato anche dove si formano i dipendenti: in generale, le persone effettuano ricerche online per trovare informazioni sulla crescita professionale (38%), e che almeno uno su quattro fa affidamento su risorse interne all’azienda, come piattaforme di formazione, ‘mentori’ interni, responsabili diretti.

Il 91% dei dipendenti di aziende “ad alto rendimento” a livello globale dichiara di essere soddisfatto o molto soddisfatto delle soluzioni per lo sviluppo di competenze offerte dall’organizzazione, contro il 52% delle altre imprese. Ma che cosa fanno le aziende “ad alto rendimento” per ottenere un grado di soddisfazione così elevato? Il 97% delle imprese più virtuose dà priorità a tecnologie di formazione e crescita professionale, contenuti di formazione, istruzione scolastica e universitaria, programmi di mentoring e coaching.

Analizzando le best practice di queste organizzazioni, Cornerstone consiglia quindi cinque azioni per adottare il loro approccio: lavorare con altri team di gestione dei talenti per capire quali competenze saranno più importanti in futuro, individuare le lacune e colmarle; integrare l’acquisizione di competenze con altri strumenti di crescita professionale; creare una risorsa dedicata per l’acquisizione delle skill; arricchire l’offerta di contenuti formativi, allineandoli direttamente alle attività di formazione e personalizzandoli; puntare sulle assunzioni interne.

Cornerstone, Global Skills Research Report, Marc Altimiras


Marc Altimiras

Marc Altimiras

Marc Altimiras è Regional Vice President per il Sud Europa di Cornerstone, alla guida delle operazioni di vendita in Spagna, Portogallo e Italia. Con oltre 20 anni di esperienza nella vendita di soluzioni aziendali e strategie di business, Altimiras è convinto che un ambiente di lavoro favorevole e coinvolgente sia l'unico modo per le aziende di ottenere successo. La sua passione nei confronti delle persone, tecnologia e innovazione si riflette nella sua leadership nelle vendite che si traduce in un elevato grado di soddisfazione da parte dei clienti.

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