Sostenere l’innovazione, non ostacolarla

Con la crescente diffusione dei sistemi di Intelligenza Artificiale (AI) che si basano su analisi di informazioni, diventa indispensabile poter regolamentare le modalità di utilizzo degli algoritmi, specialmente in ambiti in cui il trattamento e la sicurezza dei dati sono fondamentali. L’AI Act presentato dall’Unione europea non deve essere interpretato come un ostacolo all’innovazione, ma piuttosto un insieme di regole a supporto di essa e a tutela di che intende praticarla in modo strutturato.

Anzi, sostenere le iniziative che supportano l’innovazione (anche attraverso regole) diventa un fattore competitivo importante qualora si dovesse parlare di competizione tra stati che si impegnano nello sviluppo di nuove tecnologie. Purtroppo, resta sempre la resistenza al cambiamento il vero fattore che ostacola la crescita, e a volte la regolamentazione è vista come un buon alibi per ‘restare fermi’ in posizioni considerate più confortevoli, proprio perché note.

Uniti per lo sviluppo e l’innovazione

L’AI – è bene ricordarlo – è un insieme di strumenti tecnologici (solitamente algoritmi) che sono in grado di simulare il pensiero di un essere umano; un’azienda che predica innovazione attraverso lo sviluppo delle proprie persone ha come vantaggio principale la possibilità quasi immediata di far lavorare i collaboratori in modo più analitico e strutturato. Per esempio, algoritmi di tipo predittivo supportano le imprese nel prendere decisioni in base a informazioni più complete e affidabili. A ogni modo, il vantaggio va inteso nella capacità di utilizzare questi strumenti a supporto del lavoro dell’essere umano e non in sostituzione dello stesso.

Garantire la sicurezza sul trattamento dell’informazione non è materia così recente (o almeno non degli ultimi mesi del 2023 e dell’inizio del 2024) e certamente non può essere considerato un impedimento allo sviluppo e all’innovazione. Collaborare nella creazione di regole comuni può costituire un vantaggio per tutti, garantendo una base equa e sicura per lo sviluppo dell’AI. Come detto, infatti, è limitato pensare che le regole possano essere un ostacolo: piuttosto, andrebbero intese come uno strumento che ne vuole favorire la diffusione in un modo logico e strutturato.

Intelligenza artificiale, AI Act, regole AI


Paolo Aversa

Paolo Aversa

Managing Director di ally Consulting

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