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Vincere le crisi affidandosi alle competenze

È stato più volte detto che una delle lezioni che stiamo imparando in questa emergenza è il ritorno alle competenze e l’affidamento a chi possiede realmente le conoscenze. Un tema molto caro alla casa editrice ESTE che ha da poco lanciato una campagna di sensibilizzazione alla cultura d’impresa presso il proprio network, ribattezzata “Train your brain”.

Proprio sulla competenza per fronteggiare l’emergenza Covid-19 si basa il progetto di volontariato lanciato da Roche Italia che ha siglato un accordo di partenariato con il Ministero della Salute per mettere a disposizione 250 persone come volontari del numero verde di pubblica utilità 1500, che ogni giorno – sin dalle prime fasi dell’emergenza sanitaria – riceve un’ondata di domande e richieste di informazioni (si stima siano in media 23mila chiamate quotidiane).

Il servizio offerto dal Ministero è fondamentale alla cittadinanza. Ma per gestire l’aumento esponenziale del numero di richieste serve un investimento sempre crescente in termini di personale dedicato. Ed è, per esempio, in questo ambito che le aziende private possono affiancare le istituzioni.

È il caso di Roche Italia e del primo progetto di volontariato di competenza che coinvolge il 25% di tutto il personale dell’affiliata italiana del Gruppo nelle sue tre divisioni (Roche Pharma, Roche Diagnostics, Roche Diabetes Care), che dal 1° aprile 2020 affiancano gli operatori di primo livello del numero 1500, aumentando sensibilmente la capacità di risposta del centralino.

“Hanno aderito al progetto su base volontaria, presentando la propria candidatura e disponibilità in sole 24 ore, 250 persone di Roche Italia. Questo è il termometro del senso di appartenenza e della cultura di responsabilità sociale distintiva del gruppo Roche”, ha commentato Amelia Parente, Responsabile HR & Communications di Roche Pharma.

Il privato al servizio del pubblico

L’attività del numero verde di pubblica utilità prevede due livelli di assistenza. Il primo fornisce aiuto nella comprensione delle indicazioni contenute nei diversi decreti emanati dal Governo in tema di contenimento dell’infezione, oltre a informazioni generali sulle precauzioni igieniche e norme di comportamento utili per il contenimento della trasmissione del virus.

Con il secondo livello di supporto, fornito da dirigenti sanitari e mediatori culturali in lingua straniera che rispondono dalla sala operativa del Ministero, si offre supporto ai cittadini che necessitano di aiuto o indicazioni più specifiche, di natura sanitaria, come quelle richieste in presenza di manifestazione di sintomatologia potenzialmente riferibile a infezione da Covid-19.

L’attività di volontariato di competenza dei dipendenti Roche Italia fa parte dell’operazione Roche si fa in 4, il programma varato dall’azienda che prevede quattro iniziative per supportare istituzioni, operatori sanitari e cittadini nel fronteggiare e superare l’emergenza Coronavirus.

“In pochi giorni, anche con la collaborazione dei nostri team di Information Technology globali, abbiamo progettato una piattaforma tecnologica che consentirà ai nostri volontari di operare da casa”, ha continuato Parente.

“Siamo felici che si concretizzi una forma di collaborazione pubblico-privato così innovativa a servizio del Paese in un momento di difficoltà senza precedenti nella sua storia. Lo abbiamo pensato e proposto alle Istituzioni partendo dal presupposto che una situazione eccezionale richieda sforzi ideativi e collaborativi eccezionali. Ringraziamo dunque il Ministero della Salute per la fiducia e l’opportunità”.

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