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AI, l’Europa indica la (sua) via

Un percorso lungo, non lineare e non senza imprevisti, ma per fortuna giunto quasi alla conclusione. Il viaggio che sta portando alla definizione dell’AI Act, cominciato nel 2021, potrebbe arrivare nel 2024 alla conclusione della sua prima tappa. Uno step, questo, che introduce una nuova via dell’Intelligenza Artificiale, con l’Europa dei 27 impegnata nel ruolo di capofila di una Legislazione che avrà il compito di regolare (e, dove opportuno, limitare) l’impiego dell’AI.

Le regole riguarderanno i temi della trasparenza e dell’etica, innanzitutto, sui quali il provvedimento introdurrà appunto delle regole vincolanti nell’uso dell’AI. In particolare, gli utenti avranno il diritto di sapere quando interagiscono con chatbot, con sistemi di riconoscimento delle emozioni o di categorizzazione biometrica. I deepfake e i contenuti generati dall’AI (ricordate la foto dell’arresto dell’ex Presidente Usa Donald Trump?) dovranno essere etichettati come tali, mentre le organizzazioni che si servono dell’AI dovranno valutare l’impatto sui diritti fondamentali degli esseri umani.

Si tratta di un provvedimento che limita uno dei limiti dell’AI e che ci farà avvicinare con maggiore sicurezza a una tecnologia che non solo è sempre più importante per la competitività delle imprese, ma dalla quale sarà sempre più difficile prescindere anche nella vita dei singoli individui.

Il primo organo mondiale per il controllo

L’Ue ufficializzerà il suo ruolo di arbitro e garante con l’istituzione di un Ufficio europeo per l’AI, che dovrà vigilare sull’applicazione dell’AI Act. Si tratterà del primo organo a livello mondiale a imporre regole vincolanti sulla tecnologia, in grado di comminare sanzioni particolarmente pesanti: fino al 7% del fatturato globale di un’azienda.

Altro tema rilevante sul quale interviene il provvedimento è la sicurezza nazionale: i sistemi di categorizzazione biometrica sensibili, la raccolta non mirata di immagini facciali per creare database di riconoscimento facciale e il riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro o nelle scuole saranno vietati. Anche se questi limiti non avranno valore per i sistemi militari, si tratta di un passo certamente importante a difesa delle libertà degli individui.

Passi che avranno bisogno ancora di tempo per diventare reali: il testo dovrà essere approvato dai 27 Paesi e dal Parlamento europeo, prima di avere vigore di legge. Come dire: la strada è lunga, ma l’Europa, per prima nel mondo, ha iniziato a lavorare per indicarla a tutti.

tecnologia, Intelligenza artificiale, AI Act


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Cosimo Fiorini

Capo del team di Data Science di Ammagamma

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