Empatia_intelligenza emotiva

Alla ricerca del manager empatico (e capace)

Resistenza al cambiamento, capacità organizzative ed empatia. Sono queste le caratteristiche che i manager dovrebbero possedere, almeno secondo i candidati che potrebbero trasformarsi nei loro collaboratori di domani. A svelarlo è una recente indagine condotta da PageGroup, società inglese leader nel settore recruiting, che si è concentrata sulle nuove opportunità di carriera, evidenziando che il momento attuale è quello più opportuno per valutare occasioni lavorative. Da quanto emerso nello studio – che ha coinvolto 6mila candidati a livello europeo per comprendere il loro livello di soddisfazione in ambito lavorativo – viviamo un momento nel quale numerosi professionisti stanno riflettendo sul proprio futuro lavorativo, chiedendosi se restare o meno nella propria azienda.

I dati della ricerca rivelano che il 15% dei candidati coinvolti si è detto convinto di aver trovato il lavoro giusto e di non avere il desiderio di valutare altre opportunità, mentre soltanto il 10% ha dichiarato di non aver mai preso in considerazione l’idea di cambiare il proprio percorso professionale. “Negli ultimi tempi tutti i fenomeni che hanno riguardato il mercato del lavoro sono stati descritti con nomi accattivanti e ad alto impatto mediatico”, ha detto Marco La Valle, Managing Director di PageGroup. “Prima le grandi dimissioni, poi il quiet quitting e ora le grandi riflessioni: sono un modo per descrivere la tendenza di milioni di persone a rivalutare la propria carriera per ragioni e spinte differenti. E questo sarebbe il momento migliore per farlo”.

Riconoscere le capacità dei collaboratori

Lo studio ha messo in evidenza come i candidati mostrino una forte attenzione rispetto alle caratteristiche dei manager e in particolare ne valutano l’empatia e la capacità organizzativa. Proprio l’empatia gioca un ruolo fondamentale: secondo la ricerca, infatti, è aumentato in modo considerevole il bisogno, da parte dei collaboratori, di vedere riconosciuti i propri traguardi lavorativi, ricercando nel manager una figura capace di valorizzare il merito e di offrire comprensione umana alle sue persone.

I motivi di questa nuova tendenza possono essere ricercati in altri dati dello studio, che sottolineano come i candidati pongano grande attenzione agli aspetti umani delle relazioni, anche in ambito lavorativo: la maggior parte degli intervistati ha dichiarato di valutare attentamente la responsabilità sociale dell’impresa; di questi il 59% è alla ricerca di flessibilità e di un buon equilibrio che concili il lavoro e la vita familiare.

La Valle ha inoltre evidenziato come: “Nell’odierna economia della conoscenza, i professionisti devono concentrarsi sull’acquisizione delle competenze, sia tecniche sia interpersonali”. Ma oltre alle skill – come spiegato dalla ricerca – ai manager servono una buona dose di empatia e la capacità di organizzare il lavoro. Sempre che vogliano essere attrattivi nei confronti di chi valuta nuove opportunità di carriera.

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