Brugola, la vite tutta italiana fa ruggire i motori nel mondo

Un’auto su quattro nel mondo monta viti testata prodotte a Lissone, nello stabilimento Brugola OEB Industriale. Si chiamano ‘viti a brugola’, dal nome dell’inventore, e hanno una testa a incavo esagonale che permette di montarle in spazi ristretti.

Un’invenzione di 29 grammi di acciaio al carbonio che ha decretato il successo dell’impresa di famiglia. Oggi, Brugola OEB Industriale ha quattro sedi produttive a Lissone e uno stabilimento negli Usa; un centro logistico in Italia e altri 11 nel mondo. Lavora con 22 case automobilistiche e serve 55 stabilimenti clienti, tutti all’estero.

Dei 145 milioni di euro di fatturato del 2018, infatti, l’export conta per il 100%. Ha 550 dipendenti, 470 in Italia e 80 negli Stati Uniti. Produce 50mila tonnellate di viti di 800 tipi diversi: 7 milioni di pezzi al giorno per un totale di 2 miliardi di pezzi all’anno.

L’impresa è leader mondiale nelle viti critiche e nelle viti testata ed è tra i due fornitori più importanti di viti critiche per i motori. Per arrivare a questo risultato, è stato necessario il lavoro di tre generazioni che, nell’arco di 90 anni, si sono susseguite alla guida dell’azienda, trasformando l’officina brianzola fondata nel 1926 in un marchio prestigioso e riconosciuto in tutto il settore automotive.

Egidio Brugola ha fondato l’azienda e inventato la vite a brugola; il figlio Giannantonio ha spostato la produzione sulle viti critiche per motori, facendo diventare l’azienda il leader mondiale per le viti testata per i motori e rendendola nota fuori dai confini nazionali.

Il nipote Egidio Stefano Giovanni, detto Jody, ha completato l’opera traghettando l’azienda fuori dalla crisi economica del 2008 e aprendo il primo stabilimento all’estero, negli Stati Uniti.

L’invenzione della vite a brugola

Il capostipite iniziò la produzione di Officine Egidio Brugola all’età di 25 anni. “Le sue molle, rondelle e grani, già ai tempi, andavano verso una forma abbastanza speciale rispetto agli altri pezzi che si trovavano sul mercato”, racconta a Sistemi&Impresa Jody Brugola, Presidente di Brugola OEB Industriale e nipote del fondatore.

Ma fu solo dopo la Seconda Guerra mondiale che arrivò l’invenzione che cambiò le sorti dell’azienda e rese il cognome di famiglia celebre in tutto il mondo: la vite a incavo esagonale, con una forma di filettatura a torciglione, che garantiva elasticità e resistenza.

“La vite a brugola è la trasformazione della vite che prima aveva un esagono esterno in un incavo della stessa forma che consentiva di montare queste viti in spazi molto più stretti, che prima erano impensabili con i prodotti del tempo”.

Il brevetto per l’invenzione industriale è datato 18 giugno 1946 e da allora l’azienda ha iniziato a specializzarsi sempre più nella produzione di viti a brugola.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di Febbraio 2020 di Sistemi&Impresa.
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