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Budget del personale, l’HR tra sfide e regole del gioco

Il budget per il personale è una voce del bilancio aziendale tanto complessa quanto fondamentale. Non solo per monitorare il costo del lavoro, ma anche per favorire una corretta pianificazione delle attività aziendali e per sfruttarla come strumento consuntivo di controllo periodico o annuale.

Senza contare che, se ben elaborato e costantemente aggiornato, può dare informazioni importanti anche per misurare le performance gestionali delle Risorse Umane. Gli elementi da tenere in considerazione per mettere a punto un buon budget, però, sono vari e articolati.

Di indicatori sempre validi non ne esistono, perché tutto dipende dal tipo di impresa. E individuare il giusto contratto collettivo da applicare può essere una sfida per imprenditori, HR e consulenti del lavoro.

Persone&Conoscenze ha coinvolto i rappresentanti di alcuni studi giuslavoristici e del mondo della consulenza per capire quali elementi bisogna tenere in considerazione nella costruzione di un bilancio aziendale relativamente al personale.

Francesco Rotondi, Founding Partner di LabLaw: “Al di là di alcune regole generali, si tratta di un budget che si costruisce sul Dna dell’azienda. Si abbasserà in aziende ad alta tecnologia e digitalizzazione, mentre si alzerà per esempio in un’impresa di costruzioni dove la manodopera è tutto. Dipende dal margine di intervento che la risorsa umana ha nell’oggetto sociale dell’azienda”.

Edgardo Ratti, Co-Managing Partner di Littler: “Per costruire un buon budget, un direttore del personale deve lavorare a contatto con tre figure. In primis gli head hunter, che fungono da ‘termometro’ della situazione e possono dare feedback sempre aggiornati perché conoscono il contesto. In secondo luogo, bisogna mantenere un canale di comunicazione con le associazioni di categoria, che nelle loro articolazioni territoriali possono dare informazioni utili, per esempio sulle medie retributive di uno specifico settore e territorio. Infine, è fondamentale per un direttore del personale tenersi in contatto con il proprio network di conoscenze del comparto per essere sempre aggiornato sulle tendenze più recenti”.

Francesco Duraccio, Segretario Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro: “La funzione principale della retribuzione è senz’altro quella di assolvere al pagamento dello stipendio quale corrispettivo della prestazione lavorativa, ma la Costituzione le affida anche una rilevante funzione sociale, prevedendo che la stessa debba garantire al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Questo principio, secondo la Corte Costituzionale, viene assicurato attraverso la contrattazione collettiva di categoria”.

Stefano de Luca Tamajo, Partner dello studio Toffoletto De Luca Tamajo: “Nel mercato globalizzato in cui opera la maggior parte delle aziende, fare leva sulla riduzione del costo del lavoro per essere competitivi non è la strategia vincente, essendoci Paesi in cui il costo del lavoro è decisamente inferiore e non paragonabile rispetto al nostro. Le aziende ci chiedono di intervenire non tanto per ridurre il budget del personale, ma per far sì che a quella spesa corrisponda una maggiore soddisfazione delle esigenze dell’impresa, in termini di produttività e flessibilità del lavoro”.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di Dicembre 2019 di Persone&Conoscenze.
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Manuela Gatti

Classe 1993, nata e cresciuta nella provincia milanese, è laureata in Lettere presso l’Università Statale di Milano. A qualche anno di cronaca locale è seguito un biennio alla Scuola di Giornalismo Walter Tobagi di Milano, dove ha svolto il praticantato giornalistico. Giornalista professionista dal 2019, attualmente lavora come freelance a Milano, collaborando con quotidiani, siti e periodici nazionali.

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