Yvon_Chouinard

Chouinard-Patagonia: sulla sostenibilità c’è chi parla e chi agisce

“Siamo in affari per salvare il Pianeta”. È questo il messaggio di Yvon Chouinard, fondatore di Patagonia, l’azienda tessile statunitense specializzata in abbigliamento sportivo e da esterni, che ha deciso di cedere la compagnia a un fondo ad hoc e a un’organizzazione no profit proprio per compiere azioni, in modo concreto, per prendersi cura del mondo. Con effetto immediato, la famiglia Chouinard ha, infatti, trasferito tutta la proprietà dell’azienda a due nuove entità: Patagonia Purpose Trust e Holdfast Collective. “Il nostro unico shareholder è il Pianeta”, ha spiegato l’imprenditore, che secondo la rivista Usa Forbes aveva un patrimonio di 1,2 miliardi di dollari prima di cedere la proprietà della società. Per spiegare la sua scelta, Chouinard ha scritto una lettera, pubblicata sul sito della sua azienda. Di seguito la traduzione.

In affari per salvare il Pianeta

Non ho mai voluto essere un uomo d’affari. Ho iniziato come artigiano, realizzando attrezzatura da arrampicata per me e i miei amici, poi sono passato all’abbigliamento. Quando abbiamo cominciato a essere testimoni della lotta al riscaldamento globale e alla distruzione ecologica, Patagonia si è impegnata a cambiare il modo in cui venivano gestite le attività aziendali. Se potessimo fare la cosa giusta, guadagnando abbastanza per pagare le bollette, potremmo influenzare i clienti e altre attività e forse cambiare il sistema nel corso del tempo.

Abbiamo iniziato con i nostri prodotti, utilizzando materiali che causavano meno danni all’ambiente. Abbiamo regalato l’1% delle vendite ogni anno. Siamo diventati una B Corp certificata e una società di beneficenza della California, scrivendo i nostri valori nello statuto aziendale in modo che fossero preservati. Più recentemente, nel 2018, abbiamo cambiato lo scopo dell’azienda, che è diventato: ‘Siamo in affari per salvare il nostro Pianeta’.

Anche se stiamo facendo del nostro meglio per affrontare la crisi ambientale, non è abbastanza. Avevamo bisogno di trovare un modo per investire di più nella lotta alla crisi, mantenendo intatti i valori dell’azienda. Un’opzione era vendere la Patagonia e donare tutti i soldi. Ma non potevamo essere sicuri che un nuovo proprietario avrebbe mantenuto i nostri valori o avrebbe occupato il nostro team di persone in tutto il mondo. Un’altra strada era quella di rendere pubblica l’azienda, ma sarebbe stato un disastro. Anche le società pubbliche con ‘buone intenzioni’ sono sottoposte a troppa pressione per creare guadagni a breve termine a scapito della vitalità e della responsabilità a lungo termine.

A dire il vero, non c’erano buone opzioni disponibili. Quindi, abbiamo creato la nostra. Invece di ‘diventare pubblici’, si può dire che stiamo ‘agendo per uno scopo’. Non estraiamo valore dalla natura per trasformarlo in ricchezza per gli investitori, ma useremo quella che ha creato Patagonia per proteggerne la fonte. Ecco come funziona: il 100% delle azioni con diritto di voto della società è trasferito a Patagonia Purpose Trust, creato per tutelare i valori dell’azienda; e il 100% delle azioni senza diritto di voto è devoluto a Holdfast Collective, un’organizzazione no profit dedicata alla lotta alla crisi ambientale e alla difesa della natura. I finanziamenti arriveranno dall’azienda: ogni anno, i soldi che guadagniamo dopo aver reinvestito saranno distribuiti come dividendi per aiutare a combattere la crisi.

Sono trascorsi quasi 50 anni da quando abbiamo iniziato il nostro esperimento di business responsabile. Se abbiamo poche speranze in un pianeta fiorente – e ancor meno in un business fiorente – tra 50 anni tutti noi dovremo fare ciò che possiamo con le risorse che abbiamo. In questo modo possiamo fare la nostra parte. Nonostante la sua immensità, le risorse della Terra non sono infinite, ed è chiaro che abbiamo superato i suoi limiti. D’altra parte, il Pianeta è resiliente e, se ci impegniamo, possiamo salvarlo.

b-corp, Yvon Chouinard, Patagonia Purpose Trust, Holdfast Collective

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