Cisco e Noovle insieme, per aiutare la digitalizzazione

La nuova economia sarà cloud first. Con oltre 500 nuove applicazioni sviluppate ogni anno, il futuro della tecnologia non potrà che svilupparsi sul cloud. In quella che gli esperti chiamano già la “App economy” conterà soprattutto la velocità: modelli nuovi di sviluppo e di Operation, in sicurezza e su ambiente eterogeneo. Lo scenario sarà perciò multi cloud, ibrido e App centric.

Lo ha compreso già da tempo Cisco, che ha da poco siglato un memorandum of understanding con Noovle, la cloud company di Tim, con l’obiettivo di sviluppare un’offerta sicura e automatizzata per imprese e Pa. “I dati, insieme con le applicazioni, sono centrali in questo nuovo mondo”, ha detto Enrico Mercadante, Director, Architectures and Innovation, Southern Europe di Cisco. “L’accordo è centrato sui clienti: su imprese e amministrazioni, che hanno bisogno di infrastrutture e soluzioni sicure ed efficaci per entrare nell’App economy”.

Proprio come Cisco, Noovle intende il cloud non solo come luogo, ma come metodologia. E ipotizza di utilizzarlo per risolvere il problema della digitalizzazione delle imprese italiane, riducendo la distanza con gli hyperscaler. “Per rendere reale l’ibrido bisogna cercare di uniformare queste due velocità e offrire alle aziende un’esperienza cloud omogenea per agilità e velocità”, ha spiegato Alfredo Nulli, Head of Portfolio & Center of Excellence Noovle del Gruppo Tim.

Alla sua nascita Noovle ha ‘ereditato’ i numerosi data center di Tim presenti su tutto il territorio nazionale, a cui va ad aggiungersi la gestione della cloud region di Google.  L’obiettivo è gestire l’evoluzione della ‘scrivania digitale’ di imprese e Pa, un modern workplace in ottica multicloud. “Lavoriamo sulla customer experience, abbiamo la capacità per offrire servizi basati su Intelligenza Artificiale e Machine learning per aiutare le aziende a migliorare il loro footprint sul Digital marketing, a geo-referenziare gli utenti e a migliorare i processi aziendali. Tutto questo inserendo componenti di security e compliance”.

L’accordo vuole, dunque, aiutare le aziende a migliorare la visibilità delle applicazioni in ambiente multicloud. L’intento delle iniziative messe in campo è quello di garantire ai clienti controllo, prossimità, portabilità e località del cloud, assicurando la cosiddetta data sovereignty. “Oggi le aziende cercano il cloud attraverso due filoni: infrastrutture e modernizzazione delle applicazioni. Il primo cambiamento che osserviamo è il venir meno delle tradizionali gerarchie del modello IT”, continua Nulli.

Se prima erano chiare le posizioni di utente, fornitore del servizio e flusso di accesso, oggi le gerarchie sono saltate. “Le applicazioni possono essere portate alla fase di delivery all’edge o nel data center e comunicano tra loro in modo diverso e meno lineare rispetto al passato”. Il cloud networking sarà una delle grandi evoluzioni del prossimo futuro, per migliorare l’esperienza di accesso alle risorse cloud.

Cisco, cloud, Noovle, Enrico Mercadante, Alfredo Nulli


Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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