Fare formazione comportamentale ai tempi del Covid-19 con le ‘stanze d’ascolto’

In questo particolare contesto, dominato dall’attenzione al Covid-19, la comunicazione tra azienda e dipendenti si sta limitando agli aspetti più tecnici, legati all’urgenza e alla risoluzione di problematiche emergenti per la sopravvivenza del business. Quando non è, invece, del tutto sospesa per ragioni di ordine sanitario e motivi di pubblica sicurezza, che non consentono neppure l’utilizzo dello Smart working in sostituzione dell’attività lavorativa nei locali aziendali.

Il rischio è di mettere da parte le tematiche comportamentali, vista l’impossibilità di organizzare momenti di formazione in aula. Le modalità di comunicazione diretta, tipiche di contesti a breve raggio comunicativo e intrapersonale, sono ancora richieste da moltissime aziende desiderose di stimolare un cambiamento al loro interno a partire dalle aule di ascolto e attraverso l’integrazione, il team building e il team working, piuttosto che mediante il ricorso al public speaking o alla gestione dei collaboratori. Purtroppo, l’attuale situazione determinata dalla diffusione della pandemia mette a dura prova i giochi di ruolo, le esercitazioni che richiedono la presenza dei partecipanti, gli scambi comunicativi diretti a più interlocutori raccolti intorno a un tavolo, ovvero tutti i meccanismi tipici della tradizionale formazione in aula.

Come far fronte a questa situazione imprevista e spiazzante? A maggior ragione in un contesto aziendale che, ora più che mai, ha bisogno di presenze, rassicurazioni, confronti face to face sulla gestione emotiva delle situazioni? Nell’ultimo periodo, i temi conflittuali sono aumentati, più che diminuiti. Emozioni, come la paura e la rabbia, emergono con una intensità mai vista prima e restano racchiuse in stanze di solitudine professionale. Spesso nelle case di ognuno di noi.

Per far fronte a una situazione demotivante per i dipendenti, meno esposti a stimoli e spunti di riflessione aggregativa, il Gruppo Augusta Ratio ha ideato un’iniziativa di coinvolgimento diretto e di confronto integrativo realizzando una “stanza di ascolto”, un luogo virtuale in cui ascoltare ed essere ascoltati.

Musica, immagini e letture per predisporsi all’ascolto

Azienda giovane, di medie dimensioni ma grande per valori di fatturato e attivo circolante, il Gruppo Augusta Ratio è in prima linea nell’affrontare l’integrazione per tutti i dipendenti del gruppo. Sono una settantina le persone che vi lavorano, di cui il 20% dislocato sul territorio. E proprio a loro si rivolge l’iniziativa ideata per gestire con attenzione la distanza.

La ‘stanza’ virtuale di ascolto è pensata come un luogo di aggregazione e di liberazione dello spirito. Un contesto dedicato alla presenza, all’ascolto e al confronto. È stata, infatti, chiamata ‘stanza’ proprio per ricordare l’idea di ‘stare’, dal verbo greco ‘istemi’, a sua volta derivato dalla radice sanscrita ‘stha’ che ha il significato profondo di ‘essere fisso’, ‘fermarsi’, quindi ‘essere presente’ come rafforzativo del verbo essere, in questo caso nell’ascolto e nel dialogo. L’origine greca e quella sanscrita mantengono nel significato anche il concetto di ‘sostenersi’ e ‘appoggiarsi’, portandosi dietro il ‘peso’ della presenza.

Nella quarantena forzata stiamo, dunque, sperimentando la virtualità della presenza. Per quanto fondamentale, fatica a integrarsi nella vita lavorativa di ognuno di noi, fatta di relazioni che si vivono anche davanti alla macchinetta del caffè. L’incontro virtuale non trasmette le stesse sensazioni di un incontro reale.

Sin dalla seconda settimana di lavoro da remoto è partita, dunque, la sperimentazione della ‘stanza’ virtuale di ascolto. Dedicata a tutti i dipendenti, alle 8.30 del mattino, ha visto come protagonista un pianoforte Kaway mezzacoda, con i suoi 315 chili di presenza fisica. Ogni settimana sono state aperte sette ‘stanze’ di ascolto, una per ogni gruppo aziendale, come fossero le stanze di un appartamento. Un’ora di musica per ciascuna ‘stanza’, distribuite su cinque giorni lavorativi, per trasformare un appuntamento del mattino in un rito magico che predispone all’ascolto, di sé e del gruppo di lavoro.

Ogni incontro è stato accompagnato, in apertura e in chiusura, da una lettura o dall’esecuzione di un pezzo musicale. In tutti gli incontri il pianoforte ha accompagnato con musiche e canzoni la lettura di poesie, testi in prosa e riflessioni sul tema lanciato all’inizio della ‘stanza’. Al termine delle letture e dell’ascolto, ha trovato posto un momento di riflessione dedicato a tutti i partecipanti alla ‘stanza’, dipendenti di un’unica area funzionale. Infine, l’angolo dello Psicologo, curato da Luigi Muci, ha consentito di contestualizzare le considerazioni emerse, aiutando il gruppo a portarsi a casa l’elemento emotivo e relazionale stimolato da questa porta di ascolto.

Il percorso tematico, durato tre settimane, ha seguito le ‘voci’ dei partecipanti, veri protagonisti dell’incontro seppur a prima vista semplici ascoltatori. Desiderosi di presenza e assetati di incontro, si sono ritrovati seduti, mattina dopo mattina, dietro a un computer come intorno a un braciere, insieme ai capi funzione e al personale dell’area People&Organization. Il primo incontro è stato incentrato sul tema del Silenzio, poi è stata la volta dello Spazio – intimo o condiviso, di partenza e di arrivo, lavorativo o personale – per finire con la Voce.

La melodia ha spaziato dagli impressionisti, come Debussy e Ravel, a Satie e Carlos Gardel, per arrivare ai moderni Ludovico Einaudi, Hans-Gunter Heumann, Vera Mohrs, Hermann Regner e alle canzoni di Frank Sinatra e Richard Rogers. A far da sfondo alla musica, le foto di amici, spesso in montagna o comunque in alta quota (grazie alla gentile concessione di Sergio Ruzzenenti e Paola Veronelli), e la lettura: nella ‘stanza’ hanno trovato voce poeti come Attilio Bertolucci e Antonio Riccardi e autori come Vittorio Sereni, Roberto Cotroneo, Paolo Cognetti e il grande Alessandro Manzoni.

La partecipazione emotiva è stata molto forte per tutti e ha consentito ai partecipanti di portare nelle aule di lavoro virtuale quella parte emotiva e relazionale capace di vivere dentro ognuno di noi, anche da casa. Un’esperienza degna dei massimi livelli di attenzione per i risultati sperimentali che sta dando anche a me come professionista di formazione comportamentale di lunga data e che intendo portare avanti fino alla fine di questo periodo, seppur lungo, di quarantena da Covid-19.

*Rosanna Carabellese è Head of People, Organization & Culture di Gruppo Augusta Ratio

coronavirus, quarantena, formazione comportamentale, stanza di ascolto

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