Metaverso

Faremo impresa nel metaverso?

I numeri parlano chiaro: 80 miliardi di dollari di investimenti da parte di Microsoft e Meta (la holding di Facebook, Instagram, WhatsApp e Oculus), una crescita del 900% degli utenti dal 2021 e un mercato che, secondo le analisi della rivista Fortune e della società di consulenza Deloitte raggiungerà i 13 trilioni di dollari nel 2030. Si tratta del Metaverso, l’ultima frontiera in termini di internet e Realtà Virtuale. Insomma, le cifre in circolazione impongono che non si ignori più il fenomeno che per qualcuno sarà pure la solita ‘bolla’, ma intanto sta facendo confluire su di sé capitali da capogiro.

Andiamo con ordine. È utile chiarire che il Metaverso è uno spazio virtuale all’interno del quale le persone possono interagire, giocare o lavorare per mezzo di avatar, ovvero degli alter ego digitali. Oggi ad abitarlo sono già 350milioni di persone, che vi accedono attraverso visori e occhiali per la Realtà Virtuale o Aumentata. Sebbene il Metaverso sia ancora in larga parte un progetto, per la cui realizzazione sono necessari importanti sforzi e investimenti, le sue potenzialità sono vaste, anche per il business.

È per questo che sempre più aziende stanno approdando in questo nuovo ‘mondo’: da Fender, l’iconico marchio di chitarre, che ha creato un’isola virtuale a forma dello strumento musicale che la rappresenta, a Bulgari, che sta sviluppando una Roma futuristica e metafisica. A muovere queste iniziative c’è una scommessa su un futuro in cui il Metaverso non è più parallelo, ma un’estensione del mondo fisico, all’interno del quale lavorare e creare valore. Se il fenomeno – come iniziano a credere in tanti – si dovesse sviluppare seriamente, allora tutte le aziende dovranno fare i conti con questo spazio e capire come occuparlo e fare business.

Messaggi reali in un mondo virtuale: il Marketing esplora il nuovo ambiente

È difficile fare una stima di un mercato complesso e in evoluzione come quello del Metaverso. Più semplice è riconoscerne le opportunità, in particolare per il marketing. Secondo i dati di JP Morgan, la banca multinazionale americana, ammontano già a 54 miliardi di dollari gli acquisti di beni e servizi da parte degli avatar che popolano il Metaverso, con McKinsey – leader mondiale di consulenza strategica – che prevede un giro d’affari di virtual advertising tra i 150 e i 200 miliardi di dollari. Somme simili sarebbero investite in più direzioni: dal product placement negli spazi virtuali all’acquisto online per mezzo della Realtà Aumentata, dal turismo digitale alla compravendita di vestiti e accessori per gli avatar.

È per approfondire questi aspetti che è nato il Metaverse Marketing Lab, un’iniziativa della School of Management del Politecnico di Milano, in collaborazione con Utenti pubblicità associati (Upa) – che riunisce i più importanti player nel mondo della pubblicità – e Azienda della comunicazione unite (Una), associazione dei consulenti di pubblicità e comunicazione. La diffusione de Metaverso, infatti, comporta l’evoluzione nel rapporto tra brand e clienti, che deve declinarsi anche nello spazio virtuale.

Ecco, quindi, che l’obiettivo del Lab è proprio quello di tracciare un quadro del mercato e diffondere buone pratiche con particolare attenzione agli utenti. Come ha spiegato Lucio Lamberti, Professore Ordinario di Omnichannel Marketing Management al Politecnico di Milano e Responsabile Scientifico del Metaverse Marketing Lab: “Siamo alle soglie di un’ulteriore trasformazione dei modelli di relazione tra marche e consumatori, tanto più rapida e profonda quanto più il Metaverso riuscirà a suscitare emozioni forti, comparabili con quelle della vita reale”. Se è questo che riserva il futuro, e i numeri sembrano indicarlo, sta ora alle aziende decidere cosa fare per sfruttare al meglio la nuova frontiera del Metaverso.

Realtà Aumentata, metaverso, Metaverse Marketing Lab, Lucio Lamberti

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