Isomorfismo del potere, perno della società

Il potere è un argomento centrale per chi si occupa di organizzazione e management. Un tema oggetto di numerosi e diversi contributi della comunità scientifica e professionale. Ma i molteplici filoni delle varie discipline in cui si articola lo studio del potere (scienze politiche, giurisprudenza, sociologia, organizzazione, ecc.) sembrano ancora troppo disgiunti e senza connessioni robuste capaci di aumentare ampiezza e profondità di comprensione.

Isomorfismo del potere. Per una teoria complessa del potere, di Eugenio Bastianon e Alberto Felice De Toni (membro del Comitato Scientifico della rivista Sviluppo&Organizzazione, già Rettore dell’Università degli Studi di Udine e Presidente della Fondazione Conferenza Nazionale dei Rettori delle università italiane) presenta i risultati di una ricerca volta a costruire un primo nucleo di una teoria complessa del potere – ribattezzata “isomorfismo” – capace di abbracciare, oltre alla politica, altri sistemi sociali come il sapere, l’economia e le organizzazioni.

L’isomorfismo, in cristallografia, è un fenomeno che si verifica quando due o più sostanze diverse, avendo proprietà fisiche e chimiche analoghe, cristallizzano con struttura simile. La tesi sostenuta è che nel mondo sociale, come nella cristallografia, sistemi tra loro diversi, ma con proprietà analoghe, presentano similitudini circa il fenomeno del potere. Queste similitudini sono i cosiddetti isomorfismi.

Una nuova teoria del potere per tutti i sistemi sociali

Quando discutiamo di potere il primo pensiero va a Niccolò Machiavelli, il fondatore della scienza politica moderna. Ma una teoria del potere non può rimanere confinata nelle sole scienze politiche per sua pervasività in tutti i settori della vita. “Applicando l’approccio sistemico alla ricerca, siamo approdati alla conclusione che una nuova e più ampia teoria del potere possa abbracciare tutti i sistemi sociali, non solo quelli oggetto di studio delle scienze politiche.

Nel realizzare lo studio abbiamo fatto leva sulla teoria della complessità (da considerarsi per certi versi un’evoluzione della teoria dei sistemi), utilizzando principi e concetti quali emergenza dal basso, auto-organizzazione, legge della varietà necessaria, ecc.”, ha spiegato De Toni.

Per quanto riguarda l’auto-organizzazione, infatti, negli ultimi mesi in cui a causa del lockdown si è imposto il lavoro da remoto, l’autore ha notato che se in Italia vogliamo implementarlo bisogna puntare sull’autonomia delle persone e sulla loro cooperazione. Che cosa si può fare per sviluppare la cooperazione? “Bisogna dare autonomia e innescare l’equilibrio del potere”, è il pensiero dell’autore. Nel libro si evince che l’asimmetria di autorità impedisce la collaborazione equa tra più soggetti, vanificandone a volte l’operato.

Per lo sviluppo della ricerca si è deciso di indagare quattro processi fondamentali: la conquista del potere; la gestione del potere accentrato; la gestione del potere decentrato e la gestione del potere auto-organizzato. Per ciascuno dei quattro processi, sono stati individuati gli isomorfismi trasversali ai quattro sistemi indagati: sapere, politica, economia e organizzazioni. Emergono quindi numerosi isomorfismi, come i metodi di conquista del potere con strategie competitive fuori equilibrio o il ruolo della mediazione nei sistemi a potere accentrato.

La legge del potere necessario

A partire dalla consapevolezza che potere e complessità sono due facce della stessa medaglia, il testo propone un avanzamento denominato “legge del potere necessario”, cioè la tesi per cui per affrontare sistemi a complessità crescente abbiamo bisogno di disporre di sistemi a potere crescente. Per questo motivo nel sottotitolo del libro è scritto espressamente “Per una teoria complessa del potere”: il fine del lavoro è contribuire alla fondazione di un primo nucleo di una teoria capace di abbracciare sistemi sociali abitati dal potere, grazie ad un approccio sistemico che si avvale degli strumenti concettuali tipici della scienza dei sistemi complessi.

“La ricerca dell’isomorfismo del potere conduce gli autori di questo libro lungo sentieri dotati di una profondità per niente scontata, dovendo scrutare le forme emergenti che vanno oltre la loro apparenza immediata. D’altra parte, lavorando in profondità, essi arrivano in molti casi a esiti fuori norma e qualche volta sorprendenti”, ha scritto nella prefazione Enzo Rullani, docente di Economia della conoscenza presso il centro di ricerca TeDIS della Venice International University, che ha insegnato Strategie di impresa in numerose università italiane.

Eugenio Bastianon, Alberto Felice De Toni, Isomorfismo del potere, Enzo Rullani


Elisa Marasca

Elisa Marasca è giornalista professionista e consulente di comunicazione. Laureata in Lettere Moderne all’Università di Pisa, ha conseguito il diploma post lauream presso la Scuola di Giornalismo Massimo Baldini dell’Università Luiss e ha poi ottenuto la laurea magistrale in Storia dell’arte presso l’Università di Urbino. Nel suo percorso di giornalista si è occupata prevalentemente di temi ambientali, sociali, artistici e di innovazione tecnologica. Da sempre interessata al mondo della comunicazione digital, ha lavorato anche come addetta stampa e social media manager di organizzazioni pubbliche e private nazionali e internazionali, soprattutto in ambito culturale.

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