costi

L’importanza del software per determinare i costi di prodotto

L’efficienza aziendale rappresenta, per le aziende manifatturiere, una leva importante per mantenere la competitività e per garantire la continuità operativa. Ciò è ancor più vero in un contesto mondiale segnato dall’incertezza, sia sui mercati sia nelle catene di approvvigionamento.

La Manifattura può soffrire in maniera importante la difficoltà a reperire in maniera continua i rifornimenti oppure il lievitare dei costi connessi ai processi, come quello dell’energia e delle materie prime. “Per questo motivo è fondamentale, per le imprese manifatturiere, articolare processi efficaci di benchmarking e controllo dei costi”, racconta Paola Caspani, Socia e Chief Operative Officer di Saep Informatica, software house che da oltre 40 anni assiste le imprese, non solo manifatturiere, nei percorsi di trasformazione digitale.

“La gestione oculata dei processi di controllo dei costi offre alle imprese uno strumento potente non solo per assicurare i margini e verificare quanto bene stiamo facendo, ma anche per scovare opportunità per fare ancora meglio”, dice Caspani. Gestione e controllo del costo sono un tema importante per tutte le imprese contemporanee, non solo quelle manifatturiere: sia per determinare il break event point e attribuire a ogni prodotto il giusto prezzo, sia per la centralità che questi ricoprono per garantire l’adempimento agli obblighi fiscali o per effettuare le previsioni di inizio anno.

Un benchmark efficace inizia con delle stime accurate

Le imprese ogni anno stimano, attraverso calcoli e proiezioni, le attese di costo che devono sostenere per ogni prodotto: a causa della loro natura di ipotesi, questi costi sono definiti ‘teorici’ e offrono all’impresa un indicatore di riferimento che sarà molto prezioso durante tutto il corso dell’anno come costo di riferimento.

“Solitamente il benchmark di inizio anno è cristallizzato come costo teorico standard: un costo stimato su cui si basano le previsioni e a cui ci si riferisce durante tutto l’esercizio. Nel corso dell’anno però si deve invece calcolare il costo teorico corrente”, prosegue Caspani. “Questo varia in base a eventi come le oscillazioni sui cambi, eventuali rettifiche di listino, scatti salariali, modifiche alle schede tecniche o l’introduzione di nuovi macchinari. Questi eventi provocano fluttuazioni rispetto al costo standard e sono utili per valutare l’evolversi del mercato, oltre a fornire un utile parametro di riferimento per valutare il prezzo di vendita dei prodotti nuovi”.

In linea generale, i costi sono suddivisi attraverso una serie di componenti principali: si pensi, per esempio, a quelli legati ai materiali, ai semilavorati o alle lavorazioni esterne; questi costi di norma sono più semplici da prevedere, poiché sono dedotti da listini prezzi o dai contratti stipulati con i fornitori.

Ci sono poi i costi legati alla manodopera e all’operatività delle macchine: questi possono essere stimati attraverso i contratti di lavoro, agli ammortamenti e ai costi macchina già noti (come, per esempio, il consumo di corrente). Per ultimi troviamo i costi ausiliari di produzione, i costi logistici e quelli indiretti: questi sono determinati attraverso dei driver di distribuzione, formulati dai controller che per queste stime si basano sulle registrazioni in contabilità analitica.

“Durante l’anno questi costi stimati vengono confrontati con la loro controparte effettiva, che per questo motivo vengono chiamati ‘costi reali’: in questo modo l’impresa può non solo verificare la correttezza delle stime, ma anche raffinarle per adeguarle agli scenari che si verificano”, racconta Caspani. La struttura delle componenti di costo rispecchia quella dei costi teorici, ma le modalità di calcolo sono più rigide, in quanto queste ultime devono anche rispettare i principi civilistico  fiscali legati alla valorizzazione di magazzino.

Un corretto controllo dei costi passa da un software potente

Il miglioramento dell’efficienza produttiva e la crescita dei margini, nelle imprese contemporanee, passa necessariamente da qui: senza la possibilità di confrontare le previsioni con ciò che sta accadendo effettivamente, diventa impossibile per i decision maker prendere decisioni oculate e basate su dati reali.

“In Saep Informatica sappiamo bene quanto sia importante per le Piccole e medie imprese (PMI) italiane avere il pieno controllo dei costi: per questo negli anni abbiamo sviluppato costantemente la capacità del gestionale di offrire configurazioni dei costi flessibili e adattabili. Si pensi, per esempio, al calcolo dell’incidenza di processi e risorse sui beni prodotti: possono esistere numerosi criteri per stabilire l’imputabilità dei costi, il software pertanto deve garantire all’impresa tutta la flessibilità necessaria ad adattare le logiche software alle esigenze aziendali”, è il parere di Caspani.

Un aspetto centrale, soprattutto per i costi indiretti, il cui peso e composizione potrebbe variare significativamente nel tempo. A questo proposito, la COO di Saep Informatica dice: “Questa esigenza può venire risolta attraverso l’applicazione di algoritmi di calcolo: attraverso l’introduzione di formule booleane, il gestionale può adattare automaticamente le logiche di calcolo per offrire previsioni di costo precise e puntuali”.

Queste informazioni, una volta storicizzate, offrono all’impresa un patrimonio informativo di grande valore, permettendo l’analisi e reportistica su dati accurati e in grado di offrire importanti insight per migliorare le performance e la marginalità del business. In quest’ottica, i gestionali ERP rappresentano ancora oggi una scelta obbligata per garantire la competitività d’impresa, fornendo alle imprese contemporanee di tutti i settori uno strumento potente e versatile per centralizzare e gestire, attraverso un’unica piattaforma, l’operatività e le informazioni a disposizione dell’impresa.

ERP, costi, Saep Informatica, Paola Caspani

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