Digital

Condividere competenze per una transizione digitale efficace

Per affrontare in modo efficace le attuali sfide digitali è fondamentale adottare una visione globale, che sappia creare nuove connessioni tra le soluzioni tecnologiche esistenti, condividendo diverse competenze professionali con l’obiettivo comune di co-creare valore. Questo approccio collaborativo e concreto, che vede nel confronto di idee e di visioni il suo perno, è uno dei temi chiave della campagna di comunicazione dal titolo “Let’s Create”, ideata da IBM per il 2022.

L’iniziativa che ha trovato un’efficace cassa di risonanza nel nuovo Think Magazine del Gruppo, dove sono raccontate le storie di successo delle diverse aziende che, grazie al supporto di tecnologie come Intelligenza Artificiale (AI) e Cloud, hanno potuto rispondere alle loro esigenze digitali. Da questa variegata galleria di best practice emerge con forza l’importanza del lavoro di condivisione e di collaborazione che ha permesso a IBM di fornire, ad aziende provenienti dai settori più diversi, soluzioni tecnologiche mirate e in linea con le loro necessità, in particolare accelerandone il percorso di trasformazione digitale e di crescita del business.

Il digitale come perno per la ripartenza del Paese

Soluzioni digitali e crescita del business rappresentano infatti i due elementi di un binomio vincente che, grazie a tecnologie sempre più all’avanguardia, da un lato, e alla competenza di professionisti in grado di applicarle in contesti sempre più innovativi, dall’altro, possono dare vita a progetti concreti a servizio della crescita del Paese.

In quest’ottica ben si comprende come il digitale costituisca la chiave di volta per promuovere la competitività e la ripartenza delle imprese, in un contesto economico complesso come quello attuale, come ha spiegato l’Amministratore Delegato di IBM Italia Stefano Rebattoni, in occasione dell’evento “You & IBM”, organizzato da IBM a fine giugno 2022 a Milano. “Veniamo da mesi in cui le prospettive valide fino a fine 2021, che parlavano di una grande ripresa e ripartenza, con più di quattro punti percentuali di incremento del nostro Prodotto interno lordo, sono state ridotte in maniera significativa al ribasso e questo è accaduto a causa di molte questioni, tra cui chiaramente il conflitto russo-ucraino, che ha aperto una spinta inflattiva importante, provocando uno choc in tutti i sistemi di produzione”.

Tuttavia, ha aggiunto il manager, in un anno come il 2022, caratterizzato da forte incertezza, le best practice che vedono IBM al fianco delle imprese mostrano con forza un’unica certezza: “Il digitale e l’innovazione tecnologica sono elementi imprescindibili per la ripartenza e per il ritorno alla competitività di ogni settore merceologico e dell’intero sistema Paese”.

Digital e green: due facce della stessa medaglia

Le soluzioni digitali sono dunque il punto da cui partire per promuovere la crescita delle imprese italiane, rappresentando allo stesso tempo uno dei perni attorno a cui ruota la transizione verde, sostenuta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). In questa direzione, digital e sostenibilità sono due driver fortemente compenetrati tra loro, che possono accompagnare l’Italia verso una reale ripresa economica e sociale.  “Questi due ambiti sono due facce della stessa medaglia. Non si può parlare di digitale, di innovazione senza parlare di sostenibilità e viceversa”, ha sottolineato Rebattoni. Per questo motivo la sfida da affrontare è quella di comprendere l’importanza di un dialogo efficace tra questi due ambiti: “Oggi la connessione tra digitale e sostenibilità è in grado di generare il giusto input per la realizzazione di progetti concreti. Queste iniziative, anche grazie ai fondi del Pnrr, possono portare a quella ripartenza che l’Italia si aspetta”.

Per raggiungere questi risultati è però necessario muoversi in fretta. Nello specifico, secondo l’AD di IBM, il passo da compiere è quello di dare una forte accelerata sul Pnrr: “La fase di disegno del documento è stata sicuramente eccellente. Quello che è stato disegnato è credibile ed è realizzabile. Ora, come sempre, il tempo è la variabile critica. Quindi bisogna fare rete, sistema, ma soprattutto accelerare la realizzazione di queste iniziative”.

In altre parole, bisogna generare quelle che Rebattoni ha definito “energie di sistema”, uno dei fil rouge che ha accomunato gli interventi di tutte le aziende che si sono alternate sul palco dell’evento promosso da Big Blue. “Creare energie di sistema vuol dire riuscire a mettere attorno a un tavolo le migliori competenze, le migliori pratiche e le migliori tecnologie, in una logica aperta”, è il pensiero del manager. Non a caso un dato ricorrente in tutte le storie aziendali di successo raccontate è stata proprio la capacità di dare vita a un ecosistema con competenze trasversali, abbinata alla possibilità di lavorare in una logica aperta e copartecipativa.

Digitale un settore mainstream

Proprio la capacità di collaborare è la skill centrale in una fase come quella attuale in cui il digitale è diventato ormai mainstream, come ha spiegato Agostino Santoni, Vicepresidente di Confindustria  con delega al Digitale, intervenuto all’evento di IBM. Tutti i comparti infatti vedono nell’Information Technology (IT), e in generale nel digitale, il denominatore comune che orienta anche gli investimenti. Questo quadro, ha sottolineato Santoni, non è stato intaccato neppure da eventi negativi come la pandemia e il conflitto russo-ucraino, che anzi hanno rappresentato un “acceleratore” dello sviluppo digitale. Basti pensare alla questione della sovranità energetica, che la guerra ha portato drammaticamente al centro dell’agenda geopolitica internazionale.

In questa partita, secondo il Vicepresidente di Confindustria a fare la differenza è la capacità di gestire le rinnovabili in modo efficace, ricorrendo a tecnologie e professionalità adeguate: “Serve il digitale e servono talenti per fare progetti fatti bene”. Accanto alle giuste tecnologie e ai giusti professionisti, un altro fattore di successo è inoltre la collaborazione pubblico-privato, un modello al quale è necessario tendere: “Il pubblico e il privato devono imparare a fare progetti insieme, a co-creare per promuovere la valorizzazione delle competenze e favorire la crescita del Paese”.

Collaborazione, condivisione, costruzione di valore sono stati dunque i termini ricorrenti nel corso dell’evento di IBM. Concetti che si sono concretizzati nei volti e nei racconti dei manager saliti sul palco per raccontare le loro storie di innovazione. Solo per citare qualche esempio, si è passati dalle soluzioni per l’analisi dei dati sulla raccolta differenziata, che ha consentito a Gruppo Hera di geolocalizzare con più precisione gli errori dei cittadini; al sistema Argo, la piattaforma di monitoraggio, test e intervento per la manutenzione delle infrastrutture stradali di Autostrade per l’Italia.

In ambito bancario, invece, è stata presentata la best practice di Intesa Sanpaolo, che ha visto il gruppo al fianco di IBM per l’implementazione di soluzioni di quantum computing, uno strumento chiave per sfruttare appieno il potenziale di un abilitatore digitale come l’AI, che richiede elaborazioni più complesse, più accurate e più tempestive rispetto a quelle realizzate dai computer tradizionali. Altro settoreè stato poi quello del Food con il caso della digital Factory di Campari, che ha permesso di armonizzare gli oltre 70 siti web del Gruppo, mantenendo le specificità richieste dai diversi Paesi e marchi.

Tutti questi progetti sono esempi pratici della centralità della tecnologia digitale, iniziative nate dalla condivisione di visioni, dalla competenza di professionisti qualificati e dalla capacità di guardare oltre, puntando su connessioni sempre più innovative, con l’unico obiettivo di generare valore.

IBM, confindustria, Stefano Rebattoni, Agostino Santoni

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