Ambiente inclusivo

L’inclusività lavorativa rende felici

Il lavoro nella Costituzione italiana (e non solo) è connesso al significato della dignità della persona e della sua concreta libertà, crescita personale e comunitaria, inclusione e coesione. Si legge infatti che la Repubblica “è fondata sul lavoro” (articolo 1), da cui discendono diritti e doveri per contribuire al progresso “materiale e spirituale della società” (articolo 4). Da questi presupposti è partito Ciro Cafiero, avvocato e docente di Diritto del Lavoro e delle Relazioni Industriali presso varie Università di Roma, per scrivere il suo ultimo libro Diversità e inclusione. Le regole per la certificazione della parità di genere (Giuffrè Francis Lefebvre, 2023). Il volume si propone quattro obiettivi, che iniziano dall’esplorare l’evoluzione della normativa sull’inclusione lavorativa, dalla parità di genere e generazionale al collocamento mirato dei disabili.

Intende inoltre far luce sulla certificazione per la parità di genere introdotta dalla Legge 162/2021, sulle linee guida che la sorreggono e sui benefici che derivano per le organizzazioni che la conseguono: decontribuzione, premialità negli appalti pubblici, riduzione della relativa garanzia fideiussoria ma anche crescita reputazionale. Il testo prova poi a decifrare l’impatto che l’esclusione lavorativa genera sul terreno della salute e sicurezza del lavoro, a partire dai rischi psico-sociali. Indaga infine sulle soluzioni che imprese e sindacati hanno già messo in campo per superare le sfide dell’inclusione lavorativa, come le politiche sul welfare e sullo Smart working che garantiscono un’efficace conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, ma anche le potenzialità inclusive di strumenti come il cibo.

La legge deve essere meno astratta

Il filo rosso che attraversa il libro è l’idea che la legge abbia mancato di realizzare lo scopo ultimo dell’inclusione dei lavoratori: la soddisfazione dei relativi personali bisogni. “Il volume respira di due polmoni, quello del rigore accademico e quello delle competenze acquisite sul campo da Cafiero come giuslavorista. Al lettore spetta un cammino culturale per acquisire strumenti teorici e pratici per orientarsi davanti ad alcune sfide che il mondo del lavoro attraversa”, scrive nella prefazione il gesuita Francesco Occhetta, professore presso la Pontificia Università Gregoriana. Uno dei consigli di Cafiero è che la legge dovrebbe cedere più margini alle comunità aziendali e territoriali, le uniche in grado di decifrare i bisogni dei lavoratori e delle persone. L’autore spera anche in una maggiore tutela delle diversità su impulso della legge che deve porsi l’obiettivo di essere, in senso costituzionalmente orientato, meno omologatrice, generale, astratta. “Si tratta di una strada difficile ma percorribile.

È così che le diversità potranno scomparire dagli occhi degli uomini”, scrive. L’inclusione di cui Cafiero parla in questo volume, secondo la professoressa Elena Bonetti (Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia del Governo Draghi e autrice della postfazione), è quindi la capacità di costruire non solo le condizioni, ma anche il processo attraverso il quale la democrazia compie se stessa nella storia del nostro Paese. Per Bonetti, rimuovere le discriminazioni e le diseguaglianze che impediscono la piena realizzazione della libertà e dell’eguaglianza significa anche attuare le condizioni storiche perché la libertà personale possa trasformarsi in responsabilità ed essere esercitata nella relazione sociale. “Allo stesso tempo, ogni ostacolo non rimosso non impedisce solo la realizzazione personale ma anche lo sviluppo diretto alla felicità comune e il progresso per tutti”, si legge nel testo.

Elena Bonetti, inclusività, diversità e inclusione, Ciro Cafiero


Elisa Marasca

Elisa Marasca

Elisa Marasca è giornalista professionista e consulente di comunicazione. Laureata in Lettere Moderne all’Università di Pisa, ha conseguito il diploma post lauream presso la Scuola di Giornalismo Massimo Baldini dell’Università Luiss e ha poi ottenuto la laurea magistrale in Storia dell’arte presso l’Università di Urbino. Nel suo percorso di giornalista si è occupata prevalentemente di temi ambientali, sociali, artistici e di innovazione tecnologica. Da sempre interessata al mondo della comunicazione digital, ha lavorato anche come addetta stampa e social media manager di organizzazioni pubbliche e private nazionali e internazionali, soprattutto in ambito culturale.

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