Anche il turismo si ammala

La stima del calo di fatturato degli hotel Milanesi sfiora l’80%. Prenotazioni cancellate, eventi e meeting rinviati. Questo lo scenario nel capoluogo lombardo, dove si ha l’impressione di vivere nel vuoto agostano, solo con una temperatura diversa.

Se i mesi di febbraio e marzo sono un periodo favorevole per le strutture ricettive di tutta Italia, il Covid-19 ha ribaltato lo scenario. Il turismo ha lasciato l’Italia, ha dichiarato il presidente di Federalberghi Barnabò Bocca. E la tenuta dell’occupazione è a rischio. Nel frattempo si è estesa la mappa delle zone rosse, Lombardia compresa. Uno scenario destinato a peggiorare una situazione che già appariva compromessa prima del decreto varato nel fine settimana.

Una situazione che sta mettendo in ginocchio un intero settore, fatto non solo di catene alberghiere, ma anche di piccole aziende di famiglia, che si sono viste cancellare tutte le prenotazioni fino a maggio. In montagna la stagione è finita ieri, per chi gestisce strutture nelle località di mare non si sa quando e se inizierà. Dall’estero è arrivato il monito ad evitare la ‘destinazione Italia’.

L’Ocse ha già rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil globale nel 2020: dal 2,9% del 2019 pare non si arriverà al 2,4%. I Paesi nei quali la voce turismo incide per una quota significativa, sono destinati a risentirne di più, e l’Italia è certamente tra i paesi che più saranno colpiti – il contributo dell’industria turistica al nostro Pil è del 13% – insieme a Filippine, Thailandia, Grecia e Portogallo.

L’effetto domino delle cancellazioni ha una ricaduta su una filiera articolata e complessa, che va da chi offre servizi di facility agli alberghi, alla ristorazione, all’indotto sul commercio e sul settore del trasporto, dichiaratamente in difficoltà.

Abbiamo chiesto un parere a Marco Bocchieri, co-founder di Value Group, società di servizi nata oltre 20 anni fa per dare una risposta a tutte le esigenze legate alla gestione delle emergenze e delle situazioni di irregolarità nei trasporti arei e ferroviari. L’azienda oggi collabora con 59 partner tra compagne aeree e ferroviarie nazionali, internazionali ed è in grado di assistere i passeggeri con soluzioni di trasporto, alloggio e forniture di pasti. Un’offerta che spazia dall’accomodation degli equipaggi all’assistenza e riprotezione dei passeggeri a fronte di qualsiasi evento e per qualsiasi destinazione. Un business che, fino a oggi, ha ben funzionato.

Nel giro di quarantotto ore è cambiato il mondo. Sono arrivati i primi decreti, le chiusure di alcune zone e il blocco dei voli. La cronaca è nota. “Siamo in crisi, commenta Bocchieri senza troppi giri di parole. In questo momento si stanno verificando fatti che sfiorano la fantascienza, si parla di virus mortali, di complotti internazionali verso la Cina per aggredire le sue espansioni economiche. Le notizie che circolano sono frammentarie e poco chiare, spesso contraddittorie, comunicate da alcuni incoscienti informatori che hanno fatto dell’allarmismo gratuito il loro baluardo, senza considerare le conseguenze che un agire incosciente sta generando”. Gli eventi di sabato notte alla stazione centrale di Milano non meritano nemmeno di essere commentati.

Bocchieri se la prende con alcuni media, e non me la sento di biasimarlo. Andiamo avanti. “Il settore turistico (hotel, trasporti compagnie aeree) è in ginocchio, le strutture sono svuotate in seguito a cancellazioni di massa: è saltato il Carnevale, è saltata addirittura la Pasqua, le gite scolastiche, i tour e le convention, i meeting aziendali, gli incontri, i matrimoni, le vacanze. Città come Milano e Verona, sembrano annientate, nelle autostrade si registra il traffico del dopo esodo di ferragosto. Da tutto questo ne escono distrutti gli albergatori, le strutture cittadine, le strutture ricettive dei luoghi di villeggiatura, i piccoli padroncini di bus, ma anche le grandi società di trasporti. Non ne escono indenni nemmeno Compagnie Aeree, ferrovie e società di taxi. Tutti coinvolti in una crisi che non ha precedenti. L’aspetto ancor più negativo è che alcuni tentano operazioni di marketing speculativo, dimezzano le tariffe. Una strategia poco etica, indipendentemente dal settore in cui si opera, e poco rispettosa nei confronti di chi sta cercando una soluzione comune e non punta alla sopravvivenza del singolo”.

Nessuno si salva da solo, per riprendere il titolo di un romanzo. Come sta reagendo Value Group? “Noi siamo una realtà differente, spiega Bocchieri. Un’azienda che è cresciuta come crescono le famiglie, tra alti e bassi, affrontando difficoltà insieme ai suoi dipendenti e superando momenti di crisi. Sempre con un’etica trasparente, basata su principi di rispetto e collaborazione con tutte le aziende che da anni ci sostengono, anche quando supportarci voleva dire crederci sulla parola, fidarsi di noi. In queste giornate dove alla calma apparente fa da contraltare una schizofrenia di operatori che tentano, appunto, di svendere i loro servizi cannibalizzando un mercato in sofferenza, abbiamo preso una posizione netta. Abbiamo comunicato a tutti i fornitori con i quali collaboriamo, e che negli anni ci hanno supportato nel nostro percorso di crescita, che continueremo a utilizzare i loro servizi, alle tariffe concordate”.

L’etica nel business significa questo: rispettare chi lavora con te e chi ti ha aiutato a crescere e mantenere una linea di comportamento dove la ricerca del profitto a breve non può giustificare atteggiamenti che possono costare cari a chi fino a ieri è stato al tuo fianco.

“Mantenere un atteggiamento solidale tra aziende di una stessa filiera è fondamentale, anche perché il nostro è un settore nel quale manca una rappresentanza forte. Questa l’immagine che vogliamo dare oggi e che ci aiuterà ad uscire rafforzati”.

I prossimi tre mesi metteranno a durissima prova il settore. Si prevedono oltre 31 milioni di presenze in meno con perdite che sfiorano gli 8 miliardi. I messaggi tranquillizzanti del Presidente della Repubblica della scorsa settimana sono ormai dimenticati. “Per risollevare la situazione, conclude Bocchieri, servono interventi straordinari”. Se il Governo risponderà, lo vedremo nei prossimi giorni.

coronavirus, settore turistico, Value Group


Chiara Lupi

Articolo a cura di

Chiara Lupi ha collaborato per un decennio con quotidiani e testate focalizzati sull’innovazione tecnologica e il governo digitale. Nel 2006 ha partecipato all’acquisizione della ESTE, casa editrice storica specializzata in edizioni dedicate all’organizzazione aziendale, che pubblica le riviste Sistemi&Impresa, Sviluppo&Organizzazione e Persone&Conoscenze. Dirige la rivista Sistemi&Impresa e governa i contenuti del progetto multicanale FabbricaFuturo sin dalla sua nascita nel 2012. Si occupa anche di lavoro femminile e la sua rubrica "Dirigenti disperate" pubblicata su Persone&Conoscenze ha ispirato diverse pubblicazioni sul tema e un blog, dirigentidisperate.it. Nel 2013 insieme con Gianfranco Rebora e Renato Boniardi ha pubblicato il libro Leadership e organizzazione. Riflessioni tratte dalle esperienze di ‘altri’ manager. Nel 2019 ha curato i contenuti del Manuale di Sistemi&Impresa Il futuro della fabbrica.

Chiara Lupi


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