Con l’employee experience cresce la produttività

Una buona esperienza utente richiede alta personalizzazione, anche sul posto di lavoro. Con un numero alto di dipendenti che operano da remoto e una presenza ancora ridotta in ufficio, è fondamentale per le organizzazioni fare affidamento su strumenti digitali efficaci e disegnati sulle esigenze dell’utente. Un’urgenza ancora più sentita dai Direttori del Personale, chiamati a gestire a distanza una forza lavoro variegata e dislocata sul territorio.

Eppure, secondo una ricerca condotta da Applaud, soltanto il 27% dei servizi HR può esser considerato a livello “consumer” per semplicità di utilizzo e livello di personalizzazione. Oggi che la maggior parte dei dipendenti utilizza strumenti digitali full time, soprattutto se in Remote working, una scarsa o insufficiente personalizzazione della piattaforma può diventare un problema per l’azienda: diversi studi dimostrano come l’impiego di strumenti rigidi e non tagliati sui bisogni dell’organizzazione abbia l’effetto di abbassare i livelli di engagement del personale e di ridurre di conseguenza la produttività.

Secondo un recente studio britannico, soltanto nel Regno Unito gli impiegati non ingaggiati costano all’economia inglese ben 70 milioni di sterline l’anno (circa 81 milioni di euro) in termini di formazione sprecata, costi di selezione, giorni di malattia e calo generalizzato di produttività, creatività e innovazione

Le aziende si stanno, dunque, orientando verso piattaforme con una spiccata attenzione alla employee experience, in grado di adattarsi all’uso che ne fa l’utente. Si ricerca, in definitiva, lo stesso livello di personalizzazione che il lavoratore può sperimentare come qualsiasi consumatore sulle App più diffuse, con un feed aggiornato e suggerimenti customizzati.

Anche per gli HR il trend è puntare sulla personalizzazione: i Responsabili del Personale, secondo la ricerca, scelgono di investire in via prioritaria su tecnologie che permettano un focus specifico sull’employee experience e che assicurino un supporto alle differenti esigenze lavorative, sia che si operi in ufficio sia che si lavori a distanza.

Fonte: Information Age

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Giorgia Pacino

Articolo a cura di

Giornalista professionista dal 2018, da 10 anni collabora con testate locali e nazionali, tra carta stampata, online e tivù. Ha scritto per il Giornale di Sicilia e la tivù locale Tgs, per Mediaset, CorCom - Corriere delle Comunicazioni e La Repubblica. Da marzo 2019 collabora con la casa editrice ESTE. Negli anni si è occupata di cronaca, cultura, economia, digitale e innovazione. Nata a Palermo, è laureata in Giurisprudenza. Ha frequentato il Master in Giornalismo politico-economico e informazione multimediale alla Business School de Il Sole 24 Ore e la Scuola superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” all’Università Luiss Guido Carli.

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