Facilitare il cambiamento organizzativo con l’orientamento

Le attuali sfide di cambiamento delle modalità lavorative, che a causa della pandemia diventano sempre più remotizzate, configurano per le organizzazioni d’impresa uno scenario sconosciuto, in cui è fondamentale sviluppare una nuova capacità di orientamento. Molti modelli di gestione non sono semplicemente più applicabili.

Per orientarsi in uno scenario volatile, l’organizzazione deve aggiornare i propri riferimenti per ripristinare, attraverso una nuova immagine, visione d’insieme e prospettive di sviluppo. Il libro Orientarsi nella complessità. Facilitare il cambiamento organizzativo con la metodologia MAPPS di Enrico Marra, Change management advisor e formatore di Trivioquadrivio, offre un sistema di orientamento a qualsiasi gruppo che si ritrovi a far fronte alla mancanza di istruzioni dettagliate, interpretando in prima persona la situazione e adattando la strategia alle condizioni concrete.

Una mappa geografica come simbolo del percorso da realizzare

MAPPS, quindi, è una metodologia di sviluppo organizzativo che supporta i processi di cambiamento fornendo all’organizzazione gli strumenti per orientarsi nella complessità, condividere e comprendere le istanze strategiche, e costruire un piano d’azione condiviso. L’approccio metaforico interpreta l’organizzazione come un territorio da esplorare e le sfide di cambiamento come un itinerario di viaggio, offrendo a individui e team una bussola che rende più sicuro il percorso e più agevole il raggiungimento dei risultati.

Nella prefazione del libro, Leonardo Previ, Presidente di Trivioquadrivio, Research Affiliate di Hi! Academy e Professore di Gestione delle Risorse Umane all’Università Cattolica del Sacro Cuore, afferma che c’è un unico elemento che accomuna le organizzazioni che ha servito nel corso degli ultimi 25 anni, in Europa o in India: le persone che vi agiscono hanno per lo più perso memoria del significato originario della parola che meglio di ogni altra dovrebbe determinarne l’azione.

Questa parola, organizzazione, possiede un significato semplice e rimanda a un principio altrettanto immediato: stabilito lo scopo, ci si organizza per raggiungerlo. E le mappe organizzative, proprio come quelle geografiche, sono uno strumento universale, perché favoriscono un ottenimento decisivo per le sorti di ogni impresa, l’orientamento. “Questo libro serve a capire bene che per orientarsi nella complessità dell’organizzazione presente occorre favorire la concertazione di un disegno organizzativo condiviso da tutti coloro che sono parte in causa, dentro e fuori l’impresa”, scrive Previ.

Strumento da non confondere con team building o formazione

Il libro di Marra si propone di presentare la metodologia illustrandone logiche di funzionamento e applicazioni: inizialmente vengono presentate le idee che hanno ispirato la sua creazione; poi si approfondiscono i principi metodologici su cui si basa lo strumento e vengono illustrate le logiche di funzionamento; infine, vengono mostrate le sue principali applicazioni attraverso alcuni casi concreti.

Prima di addentrarsi nel racconto delle esperienze concrete, però, l’autore avverte che, sebbene la metodologia permetta di sviluppare una migliore conoscenza reciproca dei partecipanti, relazioni di fiducia e capacità di lavorare insieme, non è stata pensata come uno strumento di team building, che può comunque essere una sua conseguenza indiretta. Allo stesso modo, lo sviluppo delle capacità di espressione individuale e di comunicazione non rende la metodologia uno strumento di formazione, quanto piuttosto di apprendimento.

Uno dei casi raccontati riguarda un gruppo multinazionale italiano del settore farmaceutico, un’organizzazione articolata che doveva rivedere i propri processi e la propria struttura per competere meglio in uno scenario internazionale in rapida trasformazione. L’azienda aveva deciso di costituire un nuovo gruppo di circa 40 ingegneri, con il compito di presidiare la qualità e lo sviluppo degli impianti produttivi nei diversi Paesi.

Il responsabile, invece di disegnare un piano sulla base della propria solida esperienza, suddividendo i compiti e le responsabilità tra i collaboratori, ha stabilito, per raggiungere più velocemente i propri obiettivi, di organizzare il gruppo come un laboratorio, per sperimentare e apprendere una nuova modalità collaborativa capace di sviluppare rapidamente la divisione aziendale, rendendola un punto di riferimento all’interno dell’organizzazione.

Il nuovo gruppo, sebbene dotato di alte professionalità, aveva infatti una scarsa riconoscibilità di ruolo presso le realtà locali ed era necessario ridisegnare il suo compito organizzativo per rafforzarne la capacità di influenza. La metodologia di cui parla Marra ha fornito al laboratorio il metodo di lavoro attraverso cui impostare collettivamente il percorso di sviluppo interno attraverso tre step: mappatura e intervista degli stakeholder rappresentati poi in una cartina geografica; momento di confronto aperto a tutti i membri del gruppo e identificazione di quattro possibili percorsi; discussione dei risultati verificabili.

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Elisa Marasca

Elisa Marasca è giornalista professionista e consulente di comunicazione. Laureata in Lettere Moderne all’Università di Pisa, ha conseguito il diploma post lauream presso la Scuola di Giornalismo Massimo Baldini dell’Università Luiss e ha poi ottenuto la laurea magistrale in Storia dell’arte presso l’Università di Urbino. Nel suo percorso di giornalista si è occupata prevalentemente di temi ambientali, sociali, artistici e di innovazione tecnologica. Da sempre interessata al mondo della comunicazione digital, ha lavorato anche come addetta stampa e social media manager di organizzazioni pubbliche e private nazionali e internazionali, soprattutto in ambito culturale.

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