Gestire il lavoro da remoto: la parola chiave è continuità

Il successo della ripartenza delle imprese, dopo la fase di emergenza che le ha costrette improvvisamente a far lavorare tutto il personale da remoto, è strettamente legato alla digitalizzazione. Il lavoro agile, in tutte le sue sfumature, è destinato a guidare le scelte organizzative delle aziende nel prossimo futuro. Dal momento che sempre più utenti svolgeranno le proprie attività da casa, le risorse IT delle imprese saranno maggiormente impegnate nella gestione dei processi, delle persone e anche della sicurezza aziendale.

Ne è consapevole Praim, azienda di Trento fondata nel 1987 e attiva a livello mondiale nella fornitura di sistemi completi hardware e software per la creazione e gestione di postazioni di lavoro evolute Thin & Zero Client. “Nella prima fase dell’emergenza abbiamo cercato di supportare le difficoltà delle aziende clienti nell’avere dipendenti che, a causa delle restrizioni, dovevano lavorare da casa”, racconta Franco Broccardo, Presidente di Praim. “Pochissime erano le imprese già strutturate per questo tipo di attività, non solo dal punto di vista dei dispositivi IT utilizzati, ma anche sull’aspetto professionale orientato principalmente al lavoro per obiettivi invece che sul controllo del tempo effettivo di lavoro”.

Franco Broccardo, Presidente di Praim

La prima problematica è stata quella di munire i collaboratori dei dispositivi aziendali necessari: “C’è stata una corsa all’acquisto di notebook per i dipendenti da parte delle aziende”, spiega Broccardo. La seconda tematica affrontata ha coinvolto gli aspetti di cybersecurity, perché l’essere umano è spesso l’anello debole della catena di sicurezza e le aziende sono chiamate a “gestire, monitorare e controllare i dispositivi usati dai dipendenti, che sono vulnerabili”. Il terzo problema ha invece riguardato gli aggiornamenti automatici dei pc che, secondo il Presidente di Praim, “portano via tempo prezioso e possono pregiudicare il funzionamento dei dispositivi”. Tutto ciò è diventato palese circa un mese dopo l’inizio del lockdown, ma oggi “queste dinamiche sono ancora evidenti nelle aziende”.

Stessa gestione degli utenti dall’esterno all’interno

Praim sta cercando di dare una risposta in questo senso attraverso soluzioni software per le aziende in grado di gestire, monitorare, controllare e interagire con le unità utilizzate dai dipendenti da remoto come se fossero in azienda. “Puntiamo sulla facilità di utilizzo dall’esterno all’interno dell’azienda, in una logica di continuità di gestione degli utenti”, afferma Broccardo, secondo il quale la digitalizzazione è la chiave per ripartire. “L’obbligo della quarantena ha riportato al centro l’importanza della cultura del lavoro per obiettivi, non a ore, tipica di altri Paesi”.

Nelle imprese italiane, in particolare in quelle di piccole dimensioni a stampo padronale, spesso le ore spese al lavoro hanno un peso maggiore rispetto alla qualità e al raggiungimento per obiettivi indipendentemente dall’orario. Il passaggio da una mentalità all’altra può essere agevolato dalla digital transformation, che è destinata a cambiare tanti processi del passato: “I software di collaboration usati oggi serviranno per lavorare quotidianamente, persino per chiudere trattative, e dovremo abituarci a nuove modalità rispetto a prima”, sostiene Broccardo. “Anche il 5G porterà benefici soprattutto per raggiungere le numerose aziende produttive che hanno sede in località remote e per migliorare l’efficienza della Rete in Italia, dove c’è ancora un problema di accessibilità della banda larga”.

Mercato italiano in crescita

L’andamento di Praim è molto positivo e può contare su un 2019 che si è concluso in crescita, con un aumento del 10% del fatturato sull’anno precedente (circa 5 milioni di euro) e del 30% del numero dei nuovi clienti. Il vendor mantiene una posizione dominante nel panorama italiano, consolidando anche nel 2019 una quota di mercato superiore al 45%. Nonostante il nostro mercato sia tra i più piccoli in Europa per dimensioni riguardo a questo tipo di soluzioni, il fatto che siano cresciuti i nuovi clienti anche presso i rivenditori, secondo Broccardo, è “un segnale del fatto che c’è ancora ricettività sul territorio nazionale” dove Praim, essendo italiana, si distingue perché “conosce le problematiche delle imprese italiane e sa differenziare l’offerta rispetto ai competitor stranieri”.

Inoltre, la consolidata esperienza e la conoscenza tecnologica, unitamente al team R&D all’avanguardia, ha permesso a Praim di distinguersi anche nella proposta di soluzioni software pensate per aiutare le aziende a migrare le postazioni di lavoro verso infrastrutture centralizzate e virtualizzate dei desktop, massimizzando il Total cost of ownership (TCO). Un altro pilastro importante è la tematica del monitoraggio e controllo delle postazioni di lavoro, siano esse Thin Client o pc. Il vendor offre un’unica console per la gestione remota di qualsiasi postazione di lavoro, armonizzando hardware di brand diversi e consentendo alle imprese di migliorare le attività di monitoraggio, controllo e gestione di tutte le postazioni di lavoro aziendali.

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Gabriele Perrone

Gabriele Perrone, giornalista professionista con oltre 10 anni di esperienza, è redattore della casa editrice ESTE. Nel corso della sua carriera ha lavorato per importanti gruppi editoriali, dove ha maturato competenze sia in ambito redazionale sia nelle pubbliche relazioni. Negli anni si è occupato di economia, politica internazionale, innovazione tecnologica, management e cultura d'impresa su riviste cartacee e giornali online. Ha presentato eventi e ha moderato tavole rotonde con protagonisti manager di aziende di fronte a professionisti di vari settori in location di alto livello. Tra le sue esperienze lavorative precedenti, ci sono quelle al quotidiano online Lettera43.it e in LC Publishing Group, oltre a numerose collaborazioni con testate italiane e straniere, da Pambianco all'Independent. Laureato in Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Milano, ha conseguito un postgraduate diploma alla London School of Journalism.

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